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“Auguri befana!”: alzi la mano chi in vita sua non ha mai pronunciato questa frase allo scoccare della mezzanotte del 6 gennaio. La festa della befana, del resto, è una consuetudine piacevole, alla quale nessuno vorebbe rinunciare. Mai e poi mai. Ci si diverte, si mangia allo sfinimento – come se durante le feste natalizie si stesse a digiuno – e così si arriva a un concetto ancora più “trascendente”, l’Epifania in Sicilia. Cosa c’è di speciale? Beh, tutto. Ogni qualvolta si metta piede sull’isola più grande del Mediterraneo, o ancora si sfiorino le sue coste anche solo con il pensiero, la logica e la razionalità lasciano il posto alla magia, a quelle sensazioni ineffabili che si nutrono di profumi, suoni, sapori, gioia e afflati di felicità a 360 gradi. A tutto questo aggiungete il Ponte dell’Epifania 2018, che quest’anno, per l’occasione, cade di sabato. Che vogliate vedere le partite di calcio in televisione o organizzare una gita fuori porta, fate bene i conti perché niente in Sicilia è come sembra. Lo diciamo con il massimo della positività possibile: in ogni andito è possibile scoprire una chicca indimenticabile, una gioia difficile da contenere. Se ci pensiamo bene un attimo, dopotutto, perché reprimersi? Se è vero che arriva l’Epifania e tutte le feste di porta via, concediamoci un’ultima giornata di spensieratezza prima di tornare alla routine di tutti i giorni.

Epifania, le origini

Le origini affondano le loro lunghe radici addirittura nel II secolo d.C.. La leggenda è tanto affascinante quanto popolare. Un tempo si credeva che durante la notte sui campi appena seminati svolazzassero delle figure femminili che propiziavano il raccolto. L’arrivo della befana, in altre parole, coincideva con l’integrazione del magro bilancio di molte famiglie povere, che si aggiravano per le case ricevendo doni enogastronomici in cambio di auguri. Ma c’è ancora più tenerezza. Una fredda sera d’inverno i re magi bussarono alla porta della casa della befana, chiedendole di indicar loro la strada per Betlemme, dove volevano rendere omaggio a Gesù. La vecchietta indicò loro la strada, ma rifiutò di unirsi a loro, perché troppo affaccendata. Appena i re Magi andarono via, lei si pentì di avere rifiutato l’invito e cominciò a cercarli, senza però riuscire a trovarli. Così bussò a ogni porta, lasciando un dono a ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse proprio il Bambino Gesù.

Secondo la tradizione religiosa, la befana inizialmente ricordava il battesimo di Gesù. In seguito, la festa dell’Epifania fu adottata dalla chiesa cristiana orientale. Verso il IV secolo si diffuse in Occidente e fu adottata anche dalla chiesa di Roma nel V secolo. Epifania significa semplicemente “rivelazione”: in questo caso il riferimento è alla rivelazione di Cristo al mondo pagano mediante l’adorazione dei re Magi. Con questo immaginifico retaggio, la notte dell’Epifania è ritenuta magica e la figura mitica della vecchietta che durante l’anno abita nelle caverne e che la notte tra il 5 e il 6 gennaio, a cavallo di una scopa, porta i regali, è entrata nei cuori di tutti. Dove alberga ancora oggi. Ogni regione ha le proprie credenze e festeggia la Befana secondo le proprie tradizioni, che sono veramente tante e molto varie tra di loro.

Epifania in Sicilia

A Gratteri, in provincia di Palermo, la befana viene chiamata “A Vecchia”. Si dice abiti in una grotta, detta “Grattara”, che si trova nel monte di fronte al centro abitato. La sera, avvolta in un lenzuolo bianco, sorvola il centro abitato, distribuendo regali, caramelle e i ‘turtigliuna’, dolci tipici locali a base di mandorle, noci, nocciole e frutta secca. A Messina, nel cuore del quartiere Bordonaro, il giorno dell’Epifania nella piazza principale viene allestito ‘u pagghiaru’, formato da una pertica alta 9 metri e rivestita di rami di corbezzoli, agrumi, ciambelle di pane azzimo e cotone. Il simbolo è un abete natalizio, sulla cui cima si trova una croce alta due metri, abbellita con frutta, nastri, ciambelle e forme di pane, ossequio al premio per i partecipanti che la sera dell’Epifania si arrampicheranno per aggiudicarsela. A Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, si rappresenta l’arrivo dei tre Magi cui segue la processione del simulacro di Gesù Bambino. Nei paesini della provincia di Palermo la cui popolazione è di origine albanese, da Contessa EntellinaMezzojuso passando ovviamente per Piana degli Albanesi, la festa dell’Epifania è molto sentita. In questi casi le celebrazioni si dividono tra la cerimonia religiosa nella Chiesa Madre e le rappresentazioni nelle piazze principali che simboleggiano il battesimo di Gesù.