Paternò, provincia di Catania, ha dato i natali a tanti siciliani tenaci. Ma nessuno, fino ad oggi, era arrivato così in alto. Oggi, 9 giugno 2026, la NASA ha annunciato dal Johnson Space Center di Houston la composizione dell’equipaggio di Artemis III, e in quella lista c’è il nome di Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, figlio di Paternò e orgoglio di tutta la Sicilia. La missione è prevista nella seconda metà del 2027. Quando quella capsula Orion si staccherà da terra, un pezzo di quest’isola andrà con lei.
Come già raccontato su BlogSicilia, l’annuncio è arrivato in diretta dall’amministratore NASA Jared Isaacman e segna un nuovo capitolo per la presenza italiana nello spazio.
Chi vola con Parmitano: i compagni di missione
Luca non sarà solo. Con lui voleranno tre astronauti statunitensi: Andre Douglas, già riserva di Artemis II e tra i maggiori esperti della capsula Orion; Frank Rubio, che nel 2022 aveva partecipato alla missione Sojuz MS-22 operando a bordo della Stazione Spaziale Internazionale; e Randy Bresnik, astronauta NASA e tenente colonnello del Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Bob Hines è indicato come astronauta di riserva della missione.
Un equipaggio internazionale, con un europeo che porta con sé non solo la bandiera dell’ESA, ma anche quella di un’isola che sa cosa vuol dire guardare in alto.
La missione: non uno sbarco, ma qualcosa di fondamentale
Attenzione a un dettaglio importante. Artemis III, nella sua configurazione attuale, non prevede l’atterraggio diretto sulla superficie lunare. Dopo la revisione del programma, l’obiettivo della missione è diventato un altro: testare in orbita terrestre bassa le tecnologie indispensabili per le future discese sul suolo della Luna.
Gli astronauti voleranno sulla capsula Orion, lanciata dallo Space Launch System della NASA, e in orbita eseguiranno le procedure di rendezvous e attracco con veicoli sviluppati da aziende private, progettati per le future missioni di discesa lunare. Si tratta di una fase preparatoria senza la quale nessun ritorno sulla Luna sarebbe possibile in sicurezza.
Chi dice “solo una prova” non ha capito quanto pesi ogni procedura che avvicina l’umanità al passo successivo.
Tute Axiom Space e il contributo di Prada
La missione servirà anche a collaudare le nuove tute spaziali realizzate da Axiom Space, la società privata che ha curato il design e l’ingegneria del sistema. Al progetto partecipa anche Prada, coinvolta nella realizzazione di alcuni aspetti tecnici. Un altro modo in cui l’eccellenza italiana si fa sentire, anche nello spazio più letterale del termine.
L’Italia che costruisce il futuro sulla Luna
La presenza di Parmitano in questo equipaggio non è sganciata dal resto. L’Italia lavora all’interno del programma Artemis su due fronti concreti e strategici.
L’Agenzia Spaziale Europea fornisce il modulo di servizio che garantisce energia e propulsione alla navetta Orion: senza quel modulo, la capsula non va da nessuna parte. Parallelamente, l’Agenzia Spaziale Italiana sta realizzando un modulo pressurizzato destinato agli astronauti che opereranno sulla superficie lunare nelle missioni future. Un contributo industriale e tecnologico di prima grandezza.
A tutto questo si aggiunge che l’Italia guida attualmente la Ministeriale dell’ESA, incarico assunto durante l’incontro ministeriale di Brema dello scorso novembre. E a marzo 2026, a Washington, il ministro Urso aveva firmato con Jared Isaacman un’intesa che riguarda proprio il modulo abitativo lunare italiano e la partecipazione degli astronauti italiani al programma Artemis.
Le parole del ministro Urso: “L’Italia c’è”
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata allo Spazio, Adolfo Urso, ha commentato l’annuncio con parole nette: “Con Luca Parmitano l’Italia protagonista nella nuova corsa alla Luna”.
Secondo Urso, la decisione di NASA ed ESA rappresenta “motivo di orgoglio per tutta la nostra Nazione e conferma il ruolo di primo piano che l’Italia avrà nella nuova sfida scientifica, tecnologica e industriale legata al ritorno dell’uomo sulla Luna con la prospettiva di una presenza stabile e duratura”.
Il ministro ha ripercorso il lavoro degli ultimi anni: “In questi anni abbiamo riportato lo Spazio al centro della politica industriale nazionale, rafforzando il ruolo dell’Italia in Esa e consolidando il rapporto strategico con la Nasa. Questa scelta ci dà ragione”.
La chiusura del suo intervento vale come manifesto: “L’Italia c’è: con i suoi astronauti, con l’Asi, con le sue imprese, i suoi distretti industriali e con le competenze scientifiche maturate”.
