Una spettacolare città Siceliota: Akrai.

  • Fu una delle colonie più importanti di Siracusa.
  • Sorge su un colle e vanta una splendida posizione panoramica.
  • Visitarla è come compiere un viaggio indietro nel tempo.

Ci avventuriamo oggi alla scoperta della Sicilia storica, quella le cui tracce sono ancora visibili, per raccontarci ciò che l’isola è stata. Akrai si trova a ovest di Palazzolo Acreide e fu la più antica delle subcolonie di Siracusa. Si trova nella parte più occidentale dell’altipiano tra le due valli del Tellaro e dell’Anapo. Ha una posizione strategica per il controllo dell’entroterra. I primi studi sulla città risalgono al XVI secolo e hanno cercato anzitutto di identificare il sito della città antica. Il primo ad identificare Akrai con il sito posto ad ovest di Palazzolo fu il Fazello, ma è solo con il barone Judica nel XIX secolo che iniziò la vera e propria ricerca archeologica.

Secondo quanto scoperto dagli studiosi, l’asse viario più importante collegava le due porte della città (la siracusana e la selinuntina) e aveva una pavimentazione in pietra lavica di età tardo-ellenistica. Tale asse era intercettato da strade trasversali (stenopoi). Ne sono state messe in luce 2 a sud e 5 a nord rispetto all’asse stradale. Il lastricato di queste sembra limitarsi solo ai tratti degli incroci. L’impianto urbano sembra avere attraversato tre fasi edilizie: di età arcaica, di età ellenistica e di età romana.

Il teatro fu scoperto nel 1824 da G. Judica. A lui si deve lo scavo della scena, dell’orchestra, dei gradini più bassi della cavea, ma anche gli interventi di restauro e la ricostruzione della cavea fino al dodicesimo gradino. Si tratta di un edificio piuttosto piccolo con la cavea, in gran parte ricavata nel pendio della collina, di forma semicircolare come l’orchestra. Aveva originariamente nove cunei, separati da otto scalette, ma solo i due alle estremità erano interamente costruiti. Ricostruita fino al 12° gradino non doveva averne più di 14. Mancavano le parodoi e l’accesso avveniva da due stretti passaggi posti ai lati della scena. Di questa si riconosce un rifacimento di età imperiale, costituito da un pulpitum posto su una parte della scena. Tale monumento è stato inquadrato cronologicamente di età ieroniana (III sec. a.C.) come il vicino bouleuterion.

Il Bouleuterion, posto a sud-ovest del teatro, fu scavato nel 1820 da Judica. È costituito da un ambiente quadrangolare, con cavea costituita da sei ordini di gradini, distinti in tre cunei. Era preceduto da un portico sull’agorà. Sulla collina che domina a sud il teatro c’è un tempio arcaico (probabilmente seconda metà VI sec. a.C.), posto nel punto più alto della città, identificato con il tempio di Afrodite, menzionato in una iscrizione.  Ad est del teatro sono le latomie dell’Intagliata e dell’Intagliatella. Si tratta di cave di pietra, trasformate di età cristiana e bizantina in sepolcreti ed abitazioni.

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