Dopo tre settimane sono stati revocati gli arresti domiciliari a Dario Pandolfini, 48 anni, il poliziotto arrestato con l’accusa di induzione alla prostituzione e atti sessuali con l'ormai celebre baby squillo di Palermo. Il Tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare. L’inchiesta riguarda una ragazzina, che all’epoca dei fatti aveva 16 anni, costretta a prostituirsi dal suo fidanzato, Dario Nicolicchia, che resta in cella.

Pandolfini, che lavora all’ufficio scorte e ha protetto in questi anni Maria Falcone, sarebbe stato un cliente della baby squillo e avrebbe cercato di inquinare le prove. Inoltre l’avrebbe messa in contatto con un altro cliente. I motivi del riesame non sono ancora noti perché l’ordinanza verrà depositata nei prossimi giorni. Intanto l’indagine va avanti. Pandolfini era finito ai domiciliari per il collegamento con un altro suo collega di lavoro finito sotto inchiesta, il quale aveva spiegato che a metterlo in contatto per incontri sessuali con la "coppia monella" (così si facevano chiamare sul web Nicolicchia e la fidanzatina) sarebbe stato proprio Pandolfini.

A quel punto gli inquirenti avevano sentito nuovamente Nicolicchia e la giovane, oggi 19enne, lei aveva riconosciuto in foto Pandolfini, ricordando che lo stesso le si era presentato con il nome Francesco, dicendole che faceva l’avvocato. Pandolfini inoltre aveva chiesto alla baby-squillo con particolare insistenza la sua età, sospettando dunque che fosse minorenne, ma andando comunque avanti nelle sue attenzioni morbose.

Lo ha ammesso lo stesso Pandolfini nell’interrogatorio davanti al Gip Lorenzo Matassa: "Ci andai, ma ero certo che fosse maggiorenne", ha spiegato. Pandolfini diede anche del denaro, ma si sarebbe trattato solo di regali, anche se cospicui, tra 100 e 200 euro. L'assistente di polizia ha anche negato di avere preso contatti con l’altro presunto cliente, il venditore di protesi acustiche, e di averlo chiamato al telefono.