Amici ed amiche, lo devo ammettere: è una pugnalata al cuore dover descrivere ai turisti e parenti lontani la broscia come “pane morbido”. E’ mai possibile dargli questa definizione?
La broscia siciliana è la broscia o broscina. Nient’altro.

Alle volte la chiamiamo brioche, ma questo potrebbe indurre dei malintesi con i nostri fratelli polentoni che pensano immediatamente ad un croissant. Ma il croissant è il cornetto! Non riuscirò mai a farglielo capire. Ci rinuncio.

Cosa ha di diverso dalle brioche continentali?

Probabilmente nulla negli ingredienti per la pasta, ma l’anima è totalmente diversa.
A noi viene automatico collegare l’idea di una broscina al gelato ed alla panna sopra, magari spolverata di pistacchio o mandorle.

Ma su, in continente, qualora dovessi chiedere una brioche col gelato è molto probabile che ti porteranno al tavolo una coppetta con cornetto a parte. Ed è lì che prenderesti quel cornetto e lo…. (lasciamo stare).

Come si fa a pensare ad un cornetto con all’interno olio e zucchero. Oppure olio, origano e pomodoro. Oppure granita e broscina. Oddio che goduria. Roba da perdere la testa. Ad ora di zucchero e pasticceria siamo imbattibili.

Lo sapevate che il termine broscia

Lo sapevate che il termine broscia fosse un vocabolo agricolo con il quale si indicava lo spazio tra un solco e l’altro durante la semina?

Autore | Viola Dante;

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