Non tutti lo sanno, esiste anche una Cacioteca Regionale della Sicilia. Un vero e proprio “tempio del formaggio“, con sede a Ragusa, che oggi vuole tornare ad avere un ruolo di primo piano nella promozione delle produzioni casearie siciliane, senza dimenticare i prodotti di altre realtà nazionali e internazionali.

Cacioteca Regionale della Sicilia cosa è

La Cacioteca Regionale della Sicilia è nata dieci anni fa, su iniziativa del CoRFiLaC, come centro di stagionatura internazionale e una vetrina sulle produzioni d’eccellenza. Adesso avrà nuova vita, grazie all’arrivo di nuovi fondi, annunciati dalla Regione. Serviranno a ristrutturare i locali e riattivare le attività.

Dal pecorino siciliano al Ragusano, dalla tuma persa alla provola dei Nebrodi, dal Maiorchino alla vastedda del Belice. Quando si pensa alla Sicilia e ai suoi formaggi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. La Cacioteca è nata per approfondire la conoscenza in fatto di processi di produzione, confrontandosi con la scuola degli affinatori francesi e italiani. Uno strumento dedicato a un vero e proprio patrimonio culturale e culinario, tramandato da una generazione all’altra.

Per fare tutto questo è stata pensata una struttura su due livelli. I formaggi sono esposti nelle vetrine, illuminate in modo artistico. Un “tempio” del gusto a Ragusa, un’area che sta diventando sempre più la “food valley” siciliana. La Cacioteca Regionale della Sicilia ha aperto i battenti nel 2012.

Un “tempio del formaggio” in Sicilia

«Il CoRFiLaC ha speso molte energie per avviare questo importante progetto della Cacioteca – spiega Giuseppe Licitra, presidente della struttura di ricerca -.  É il luogo ideale in cui potersi avvicinare a queste fantastiche produzioni che raccontano un percorso fatto da uomini che, di generazione in generazione, si sono tramandati i segreti della caseificazione, in ogni parte del mondo».

La Cacioteca Regionale della Sicilia segue linee avveniristiche e moderne, progettate dagli architetti Gaetano Manganello e Carmelo Tumino, insieme all’ingegnere Salvatore Campo e all’agronomo Enzo Firullo. Dopo qualche anno dall’avvio si sono purtroppo verificate delle infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato il tetto della struttura e alcune parti interne. L’attività si è dovuta bloccare. Di recente il governo Musumeci ha annunciato il rilancio della struttura grazie a dei fondi che serviranno alla riqualificazione.

Saranno investiti 800mila euro. «Grazie a questo finanziamento – ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci –  la Cacioteca sarà presto riaperta al pubblico e potrà finalmente diventare ciò per cui è stata progettata: custode della memoria storica e vetrina internazionale della nostra migliore produzione casearia».

Dopo i lavori alla Cacioteca Regionale della Sicilia, si prevede di avviare una serie di attività che vanno dalla ricerca sulla stagionatura dei formaggi storici alle degustazioni multisensoriali, dall’organizzazione di fiere, corsi e laboratori a eventi culturali collegati a manifestazioni sul cibo.

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