Avete mai sentito parlare del Castello di Pietrarossa? Si trova a Caltanissetta e i nisseni lo chiamano Murra di l’Anciuli, con chiaro riferimento alla vicina chiesa di S. Maria degli Angeli ed al materiale usato. Il termine murra, in dialetto, individua infatti la sabbia o la pietra rossa con la quale erano rivestite le sue torri. Forse l’origine è araba, poi i Normanni vi si stabilirono, intorno al 1150.

Nella cappella del castello venne sepolta Adelasia, nipote del re Ruggero. Il castello è al margine orientale del centro storico di Caltanissetta, all’estremità inferiore del quartiere Angeli, e si erge su una serra calcarea che si affaccia sulla valle del fiume Salso. Era accessibile, attraverso una ripida salita, solo dal lato rivolto verso la città. La sua posizione consentiva il controllo di un’importante via di comunicazione interna e il collegamento visivo con il castello di Pietraperzia.

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Nel 1407 il castello venne concesso in feudo da re Martino a Matteo II Moncada e ai suoi eredi, nelle mani dei quali rimase fino alla soppressione del feudalesimo. Nella notte del 27 febbraio 1567, forse per una scossa di terremoto, il castello crollò. Rimasero in piedi solo un muro diroccato, una torre di guardia in pietra viva, terrapieni, bastioni e un ponte di comunicazione.

I Moncada lo adibirono solo a funzioni militari e non come residenza nobiliare; quindi venuta meno la sua funzione, decadde rapidamente. Ciò che resta dell’antico castello è ora proprietà comunale, insieme alla chiesa di S. Maria degli Angeli, costruita nel XIII sec.

Da: Pagine di cultura siciliana