La Corona di Costanza D’aragona, regina del Regno di Sicilia, è protagonista di una storia particolare. Questo straordinario manufatto rinvenuto nel 1781 in occasione di una ricognizione dei Sepolcri Reali della Cattedrale di Palermo, è una delle massime espressioni di oreficeria siciliana del medioevo. Rimasta nascosta per più di mille anni all’interno della sua sepoltura, è oggi possibile ammirarla nel Museo del Tesoro della Cattedrale di Palermo. Parecchie e discordanti sono le ipotesi che riguardano il possesso di questo straordinario manufatto:

  1. Forse era la corona di Costanza D’Altavilla madre di Federico II.
  2. Qualcuno pensa sia il diadema dell’incoronazione imperiale di Federico II, considerata la preziosità che non induce a pensare fosse destinata ad una sepoltura.
  3. Si parla anche di un presunto gesto simbolico della fine del regno normanno dal momento che è stata utilizzata una corona maschile in stile bizantino “Kamelaukion”.
  4. Oppure molto più semplicemente la corona potrebbe essere stata realizzata apposta per Costanza D’Aragona, considerato che le vesti del corredo funebre riscontrano una certa affinità.

Resta comunque il fatto che una corona così importante e preziosa era sul capo di Costanza D’Aragona e forse scelta con la precisa volontà di rendere omaggio, onore e gloria ad una grande regina.

Storia della Corona di Costanza d’Altavilla

Nell’XI secolo la Sicilia ha conosciuto uno straordinario sviluppo delle arti per mezzo di maestranze locali multietniche, architetti arabi, tessitori ed orefici siciliani, artisti ebrei e greci al servizio della casa reale Normanna. La realizzazione della Corona di Costanza D’Aragona datata XII secolo è attribuita agli straordinari orafi de le “Nobiles Officinae” di Palermo. Non tutti sanno che all’interno del Palazzo Reale di Palermo esisteva già durante la dominazione arabo-islamica il “Tiraz”, un laboratorio in cui si producevano tessuti di alta qualità e carta. Il “Tiraz” aveva uno spazio apposito all’interno della reggia in cui c’erano le fucine per la fusione dei metalli e tutti gli strumenti per soddisfare le richieste dei Sovrani. Anche dopo l’arrivo dei Normanni in Sicilia, il “Tiraz” è rimasto attivo nel Palazzo Reale di Palermo diventando inoltre un laboratorio di alta oreficeria a loro servizio.

Le Nobiles Officinae di Palermo

Le “Nobiles Officinae” del re Federico II e di sua moglie Costanza D’Aragona, creavano manufatti non solo per i sovrani ma anche per i nobili della corte e per le alte cariche ecclesiastiche. I maestri orafi siciliani per realizzare le creazioni commissionate potevano attingere da un magazzino reale continuamente rifornito di materiali di altissima qualità quali raffinate sete arrivate dall’oriente, gemme preziose, avori, coralli, cristallo di rocca, oro, e di ogni particolarità arrivata nel Regno di Sicilia attraverso il fiorente commercio navale.

Dal laboratorio de le “Nobiles Officinae” di Palermo provengono la maggior parte degli straordinari oggetti del Tesoro Imperiale, e la Corona di Costanza D’Aragona è certamente uno dei più belli. Ha una forma simile a quelle che portavano gli imperatori bizantini, essa sarebbe cioè un “Kamelaukion” ed è formata da un supporto a calotta con due fasce incrociate a formare quattro spicchi ed è ricoperta da finissima filigrana d’oro rosso, gemme lavorate cabochon e perline d’acqua dolce. Tra i pregiati manufatti creati in Sicilia tra l’XI ed il XIII secolo si ricorda anche il “mantello dell’incoronazione”, oggi esposto nel Museo Imperiale di Vienna, portato via da Palermo da Ruggero II dopo la conquista della Sicilia. Foto: © José Luiz Bernardes Ribeiro – CC BY-SA 4.0.

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