Nuova sfida per il Distretto Meccatronica Sicilia, che prosegue nella produzione di dispositivi di sicurezza e protezione anti-Covid per supportare il sistema sanitario e l’economia della regione. Verranno prodotte mascherine Ffp2 e Ffp3, dispositivi monouso e ancora termoscanner, ventilatori, caschi e persino robot a raggi UV e ozono per la sanificazione-decontaminazione degli ambienti pubblici e privati in partnership con aziende meccatroniche del nord-Italia. Tutto Made in Sicily.

Dopo le mascherine in Tnt, le visiere 3D e il gel igienizzante, tutti prodotti in tempi record con ordini da parte della Protezione civile regionale, la nuova frontiera delle produzioni ‘made in Sicily’, realizzate dalle aziende del distretto che si sono riconvertite all’inizio della pandemia, è stata anticipata dal presidente del Distretto Meccatronica, Antonello Mineo, al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

«Ringrazio il presidente Musumeci per la vicinanza del governo alle imprese siciliane – dice Mineo – Fin dall’inizio della pandemia, il Distretto si è impegnato per supportare le aziende che hanno reagito alla crisi economica investendo capitali propri e know how nella riconversione, dimostrando di sapere reagire e di potere sostenere il sistema sanitario e civile in una fase drammatica per l’intero Paese». Durante l’incontro a palazzo d’Orleans, Mineo ha consegnato al governatore alcuni modelli di dispositivi anti-Covid prodotti e distribuiti dal Distretto Meccatronica.

«Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto – afferma Mineo – ma soprattutto siamo consapevoli dei progetti che stiamo portando avanti. Il sostegno del presidente Musumeci e dell’Assemblea siciliana, che ha approvato la norma sul fondo da 40 milioni per la riconversione delle aziende, ci permette di guardare con fiducia alle prossime tappe di un lungo percorso. Le nostre aziende stanno compiendo grandi forzi per rimanere sul mercato, nonostante provvedimenti incomprensibili come quello sul prezzo imposto alle mascherine per uso civile dal commissario Domenico Arcuri, decisione che ha determinato un caos nel mondo farmaceutico e che ha colto di sorpresa le aziende alle quali proprio il governo Conte si era rivolto per aiutare il Paese in questa fase drammatica».

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