Sembrava fosse stata una morte naturale e, invece, grazie alle dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia è stata fatta luce su un cold case risalente a 15 anni. Santo Giuffrida, imprenditore catanese, è morto nel 2002 a causa di quello che era sembrato un infarto fulminante. Stando alle nuove rivelazioni, inceve, Giuffrida morì in seguito a una iniezione velenosa e per soffocamento.

Il collaboratore di giustizia Luciano Cavallaro ha spiegato che la morte sarebbe stata voluta dalla compagna dell'imprenditore, Barbara Bregamo, arrestata insieme ad Alfio Maugeri e Antonio Zuccarello (ritenuti esecutori del delitto). In manette è finito anche Francesco Giuseppe Indorato: avrebbe accoltellato, nel gennaio del 2001, l'imprenditore, che era però riuscito a scampare all'agguato.

Per confermare quanto dichiarato dal collaboratore, i carabinieri si sono serviti di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, oltre che di videoregistrazioni. Per indurre gli indagati a commentare la vicenda, hanno escogitato uno stratagemma, lasciando sulla loro auto un bigliettino con la frase: “Sacciu comu tu e i to cumpari affucasturu u masculu di l’amica di Luciano 15 anni fa”.

Effettivamente una delle persone coinvolte nell’indagine dopo aver ricevuto il biglietto avrebbe rivelato ad un amico: “Sedici anni fa abbiamo fatto un omicidio, io ed altri due”.

PER VEDERE LE FOTO, CLICCA SUL PULSANTE IN BASSO

gallery