PALERMO – Carlo Fasetti e Carmelo Di Bella, rispettivamente dirigente e impiegato dell'Amap, sono stati condannati cinque anni per aver intascato i soldi delle bollette dell'acqua, rilasciando false quietanze agli utenti. I due sono finiti nel mirino dei finanzieri nell'ottobre del 2014 e furono arrestati nell'ambito dell'operazione "Acqua in bocca". Il procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci, ha fatto una stima di quanto incassato dai due con la truffa:

Sono riusciti ad operare nell'arco di 5 anni introducendosi nel sistema informatico e riuscendo ad accaparrarsi 910.000 euro. Ancora una volta viene fuori la fragilità dei sistemi informatici che gestiscono pagamenti delle bollette. Sono stati alcuni dipendenti a segnalare alcune anomalie. Cogliamo questo segnale positivo.

La Finanza ha eseguito un accurato controllo dell'attività contabile dell'azienda dal 2009 al 2013, portando immediatamente alla luce gravi incongruenze tra il denaro incassato e gli importi delle bollette emesse per il consumo di acqua. Il processo è stato celebrato con rito abbreviato.

In foto: Carmelo Di Bella (a sinistra) e Carlo Fasetti (a destra)