Nonostante si trovasse in carcere in regime di 41bis, il boss ergastolano Salvatore Cappello, 58 anni, ha "continuato a ricoprire il ruolo di capo indiscusso dell'omonimo clan, dando direttive ai sodali", grazie a "Maria Rosaria Campagna, 48 anni, sua storica compagna", residente a Napoli, e ritenuta "anello di congiunzione tra il predetto boss ed i vertici operativi a Catania, dove si recava frequentemente". Questo è emerso dall'inchiesta Penelope della Dda della Procura di Catania, che ha portato a 31 arresti, che hanno interessato altrettanti appartenenri alla cosca Cappello-Bonaccorso. Un indagato è al momento reperibile. 

Ecco cosa spiega l'Ansa sull'Operazione Penelope:

Uno dei primari giri d'affari illegali del gruppo era il traffico di droga con la gestione diretta di diverse 'piazze di spaccio' nei rioni San Cristoforo e Librino, che aveva esteso in due paesi etnei con 'collaboratori locali' di fiducia. La cosca si era specializzata anche in 'recupero crediti' per commercianti e imprenditori: teneva per sé una percentuale dei soldi incassati e stringeva rapporti con i 'clienti' ai quali poi poteva chiedere favori come assunzioni o infiltrarsi nelle loro attività. I notevoli capitali illegali erano riciclati anche grazie a una vaste rete di rapporti economici.

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