Sei persone, ritenute le nuove leve del mandamento mafioso di Corleone, sono state condannate a Palermo dal gup Alessia Geraci, mentre tre sono state assolte. Dei dodici arrestati nel blits "Grande Passo 4", nove hanno optato per il rito abbreviato. Le persone coinvolte rispondevano a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata e danneggiamento.

Come spiega il Giornale di Sicilia:

Secondo l’accusa, Carmelo Gariffo, il nipote prediletto di Bernardo Provenzano, aveva provato a ricostruire il mandamento di Corleone con altri undici fedelissimi, ma non aveva fatto i conti con una nuova variabile, la denuncia del racket da parte di alcuni impresari edili. Una novità assoluta nella roccaforte mafiosa per eccellenza.

I carabinieri del Gruppo di Monreale arrestarono i nuovi boss a fine settembre 2016. Nel processo in abbreviato erano parte civile il centro Pio La Torre (avvocato Francesco Cutraro), i Comuni di Corleone e Palazzo Adriano (avvocato Ettore Barcellona), il Comune di Chiusa Sclafani (avvocato Salvino Caputo), Addiopizzo (avvocato Salvatore Caradonna), Sicilindustria (avvocato Vincenzo Lo Re) e Confcommercio (avvocato Fabio Lanfranca).

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