PALERMO – Ci sarebbe stato Antonino Sciortino al vertice del supermandamento di Camporeale, in cui avrebbe fatto convergere i clan mafiosi di Partinico e San Giuseppe Jato, località del Palermitano. L'accusa era stata ritenuta non provata in primo grado, quindi Sciortino era stato assolto e liberato (dopo la detenzione al 41 bis). Adesso, prò, i giudici hanno deciso per lui una condanna a 18 anni di reclusione.

Alla sbarra, nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, c'erano insieme a lui altri 39 imputati, tutti presunti boss e gregari delle famiglie mafiose di Camporeale, Monreale, Borgetto, Partinico, San Giuseppe Jato e Giardinello, coinvolti dal blitz "Nuovo Mandamento" dell'aprile del 2013 e processati con il rito abbreviato. Gli imputati rispondevano a vario titolo di mafia, estorsione, detenzione di armi e droga, furto di bestiame e anche di un omicidio (quello di Giuseppe Bellitteri). 

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