Anche i volontari del gruppo locale di Palermo di Greenpeace hanno partecipato all'iniziativa che ha visto gli amanti della natura di tutto il mondo 'vestirsi' in modo decisamente particolare per protestare contro la presenza di sostanze chimiche pericolose e persistenti, dannose per la salute e l'ambiente, nei prodotti dei maggiori marchi del settore outdoor

Nel rapporto 'Tracce nascoste nell'outdoor', pubblicato qualche settimana fa da Greenpeace – si legge in una nota – emerge come The North Face, Patagonia, Mammut, Salewa e Columbia (solo per citare alcuni marchi presi in esame) continuino a usare Pfc per impermeabilizzare i loro prodotti nonostante si dichiarino a parole sostenibili e amanti della natura. I Pfc sono composti chimici che non esistono in natura e, una volta immessi nell’ambiente, possono diffondersi ovunque inquinando anche le aree più remote del Pianeta accumulandosi nei tessuti degli animali e persino nel sangue umano. Queste sostanze possono causare seri danni al sistema riproduttivo e ormonale, oltre ad essere collegati a numerose malattie gravi come il cancro.

Da qui l'idea degli attivitsti che, piuttosto di andare in montagna con abbigliamento contenente Pfc, hanno scelto di 'vestirsi' in modo insolito. Greenpeace ha analizzato 40 prodotti, trovando Pfc non solo nell'abbigliamento, ma anche in scarpe, tende, zaini, corde e perfino sacchi a pelo. 

Foto: pagina Facebook gruppo locale di Palermo di Greenpeace.