Si è chiusa una tranche del processo nato dall'operazione "Reset", che ha azzerato la mafia di Bagheria (Palermo) e dintorni: dei 16 imputati ne sono stati condannati cinque, mentre sono state assolte 11 persone dai vari capi di imputazione, per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste. Tutto è nato dalla denuncia di 36 commercianti dell'area di Bagheria, che affermarono di pagare il pizzo da anni: gli imprenditori ammisero di essere vittima di estorsioni, facendo nomi e cognomi.

Il giudice, applicando il secondo comma dell'articolo 541 del codice di procedura penale, ha condannato le parti civili a pagare le spese processuali sostenute da uno degli imputati assolti: Giovanni Mezzatesta, assistito dall'avvocato Salvatore Priola. Nel processo si sono costituiti parte civile i Comuni di Bagheria, Altavilla Milicia, Ficarazzi, Santa Flavia, il centro studi Pio La Torre, Confindustria di Palermo, Addiopizzo, Confcommercio e Confesercenti, assistiti – tra gli altri – da Francesco Cutraro e Ettore Barcellona.

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