Oggi vogliamo portarvi alla scoperta delle 9 cascate di Mistretta, in provincia di Messina.

A circa quattro chilometri dal suo centro abitato, nella valle sottostante Montepiano, l’antica cittadina di Mistretta ha un sito naturalistico composto da un rilevante numero di cascate di varie dimensioni, attive prevalentemente dall’autunno fino alla tarda primavera. La più alta fra esse, che si trova in contrada Pietrebianche, raggiunge oltre 33 metri mentre, nel raggio di meno di 500 metri dalla più grande, se ne trovano altre sei, ciascuna con una propria caratteristica conformazione, le cui altezze oscillano dai 5 ai 25 metri.  La maggior parte delle cascate si trova lungo due torrenti, che scorrono poco distanti l’uno dall’altro quasi paralleli, provenienti dalle vicine contrade Pietrebianche, Ciddia, Riscifu e Acquasanta.

Cascate di Mistretta, tra canyon e rocce

Più a valle, dopo la confluenza dei due corsi d’acqua, altre due caratteristiche cascate di circa 7 metri ciascuna, una nella stessa contrada Ciddia e l’altra in contrada Cuttufa, sbucando da balze rocciose, formano alla base delle ampie vasche che un tempo lontano, quando raggiungere la marina era un lusso che pochi si potevano permettere, i ragazzi utilizzavano per i bagni estivi.  Stante che il territorio che ospita le cascate è distanze da strade transitabili e considerato che esse sono comunque nascoste alla vista da profondi canyon che le contengono, la loro esistenza era nota solo ai pochi pastori proprietari dei terreni circostanti che sempre le hanno osservate come dirupi dove, dopo le piogge e nevicate invernali e primaverili, l’acqua scroscia costantemente notte e giorno, balzando con clamore. Cascate di Mistretta

Clamore di cascate che, invece, è stata interpretato come musica della natura da un gruppo di residenti i quali, essendone venuti a conoscenza, hanno provveduto a una sorta di catalogazione fotografica della vallata che si estende per alcuni chilometri, fino alla confluenza col più esteso torrente Serravalle, in prossimità dell’antico e quasi monumentale Ponte Zio Pardo, che serve una antica trazzera regia. Anche il gruppo  catanese di “Sicilia Inside” che da diversi anni pratica torrentismo in varie zone della Sicilia, visitando il luogo ha mostrato interesse riconoscendone la selvaggia bellezza.

Pian piano, così, le anonime cascate della valle hanno assunto nome e fisionomia, a seconda della contrada di appartenenza e della sua conformazione, divenendo, in sequenza di caduta :   “Cascata argentea”  (6 metri); “Cascata Pietrebianche” (33 metri), “Salto del cerbiatto” (7 metri), “Cascata Ciddia” (15 metri) mentre, sul torrente a fianco, in sequenza “Cascata  Rosy Grace” (5 metri) e “Cascata Acquasanta” (10 metri) e, a fianco, “Cascata Riscifu”, soprannominata “Cascata delle Fate” (di oltre 20 metri) per via della frequente presenza di un arcobaleno alla sua base.  E, più sotto, dopo la confluenza dei due torrenti, la “Cascata di ponte Ciddia” (7 metri) e “Cascata Cuttufa” (di oltre 5 metri).

Il complesso portato alla ribalta di recente è praticamente unico il Sicilia, sul letto del torrente si ha uno scorre delle acqua dinamico, con alternanza di piccoli salti e laghetti alla base, il tutto viene chiuso in contrada Zio Pardo dallo spettacolo Maestoso dell’omonimo costone roccioso sovrastato da un ponte realizzato nei secoli scorsi, che va a coronare uno scrigno di gioielli della natura.

Di Sebastiano Chiella

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