Soltanto pochi giorni fa la notizia di una studentessa italiana di 18 anni che aveva messo la sua verginità all'asta aveva fatto il giro del mondo, suscitando le reazioni più disparate. La migliore offerta per lei era stata di un milione di euro e lei stessa aveva raccontato di aver preso la decisione dopo la fine di un'importante relazione e di volersi trasferire nel Regno Unito, a Cambridge, per studiare economia. A gestire l'asta è stato un sito europeo di escort. A quanto pare, però, si è trattato di una messinscena: "È iniziata come una provocazione, volevo vedere se qualcuno era davvero disposto a spendere dei soldi per una cosa così", ha detto la giova.

"Ho capito quanto fossi dentro questa storia quando è arrivata l’offerta da un milione di euro e l’agenzia mi ha chiesto di consultare un economista per scegliere come essere pagata. Allora mi sono spaventata. Più passa il tempo e più sembra tutto vero e non so come uscirne", ha raccontato al Corriere della Sera, in un’intervista di Elvira Serra.

"La prima cosa stupida che ho fatto è stata rivolgermi a questi siti. La seconda, proporre io stessa l’intervista al Sun quando è arrivata l’offerta da un milione. A quel punto volevo uscirne, ma dall’agenzia mi hanno detto che avrei dovuto dichiarare di aver venduto la verginità, ne andava della loro credibilità. Così ho preso tempo. Però la notizia era già arrivata in Italia, a scuola mia lo sapevano tutti". Avrebbe provato per gioco ma, quando l'agenzia ha cominciato a chiamarla insistentemente, si è spaventata e ha rivelato tutto ai genitori.

"Ne ho parlato prima con mamma, mi veniva più facile. Non ci poteva credere, non si era accorta di nulla, nemmeno della puntata di Porta a porta. Era molto seria. Insieme lo abbiamo detto a mio padre, che non l’ha presa bene. Si sono vergognati molto, erano dispiaciuti di tutto, ma in particolare del fatto che nell’intervista al Sun io avessi detto che era una cosa a cui pensavo da quando avevo sedici anni. Non è vero, lo giuro. Non ho mai pensato di farlo sul serio, credevo di potermi fermare in qualunque momento, senza problemi".

“Ma adesso è diventato un incubo. L’agenzia continua a chiamarmi, mi chiede dove voglio che venga accreditato il bonifico, dicono che è arrivata un’offerta da un milione e sei”.