Si sarebbe ucciso lanciandosi sotto un tir, lungo la tangenziale di Catania, il 28enne americano in servizio nella base militare USA di Sigonella, morto nei pressi dello svincolo per la zona industriale del capoluogo etneo. Intorno alla vicenda, si è creato un piccolo giallo. Come spiega il quotidiano La Sicilia, la svolta nelle indagini è arrivata quando una giovane di 26 anni – che lavora in un ristorante-pizzeria di Gravina – ha sporto denuncia ai carabinieri. 

Ecco la ricostruzione del quotidiano:

Quella maledetta domenica sera Anna (continuiamo a usare il nome di fantasia utilizzato ieri nell’articolo di Concetto Mannisi) aveva finito il suo turno di lavoro e, come succedeva ormai da qualche tempo, era uscita con Daniel (anche in questo caso è un nome di fantasia), militare americano di 28 anni di stanza a Sigonella. Il giovane pare ci provasse ma lei era sempre riuscita a mantenere le distanze, dicendogli chiaramente che lo frequentava volentieri ma solo come amico. Domenica, però, il militare è riuscito a portare la ragazza a casa sua e, forse in preda a qualche bicchierino di troppo, avrebbe violentato la ragazza, scaraventandola sul letto, legandola alla spalliera e abusando di lei. Poi si sarebbe addormentato. Ed è stato in quei frangenti che Anna è riuscita a liberarsi e a fuggire con un taxi. Direzione, caserma dei carabinieri. Forse Daniel, svegliandosi e non trovandola, è andato a cercarla prima di compiere l’insano gesto del suicidio. Forse ha provato a chiamarla e forse ha anche saputo che lei stava andando a denunciarlo. Fatto sta che, tra le 6 e le 7 di lunedì mattina, mentre percorreva in auto la Tangenziale, il militare ha parcheggiato sulla corsia di emergenza e ha atteso l’arrivo di un mezzo pesante per togliersi la vita.

I carabinieri, adesso, stanno indagando per ricostruire la dinamica esatta di ciò che è accaduto. Lo stesso stanno facendo gli appartenenti USA alla base di Sigonella, «che collaborano attivamente con i carabinieri e la magistratura per l’accertamento della verità. Noi prendiamo seriamente queste situazioni e le affrontiamo per fare chiarezza fino in fondo» ha spiegato il capo ufficio stampa della struttura militare statunitense, il tenente di vascello Adriana Genualdi.