Scontro aperto sul Muos. L'avvio delle operazioni di rilevazione delle onde elettromagnetiche nella base militare a Niscemi c'è stato ieri, come da copione. Fino a venerdi sera, i tecnici dell’Arpa, accompagnati da quelli americani e dai consulenti dei comitati e del Comune di Niscemi, verifcheranno se le emissioni "alla massima potenza" delle tre parabole e delle 46 antenne gia preesistenti superino o meno i limiti previsti dalle leggi italiane.

L’esito delle operazioni di rilevamento, che stanno avvenendo al riparo da occhi indiscreti all’interno della base attorno alla quale polizia, carabinieri e guardia forestale hanno stretto un cordone di sicurezza, sarà reso noto solo nei prossimi giorni. I dati ufficiali dovranno essere depositati in sede di udienza davanti al Consiglio di giustizia amministrativa entro il 24 marzo.

A ordinare le rilevazioni sono stati infatti i giudici amministrativi che sono chiamati a pronunciarsi sul ricorso del ministero della Difesa contro il verdetto del Tar che ha giudicato legittima la revoca delle autorizzazioni all’impianto da parte della Regione siciliana.

Secondo il comitato No Muos, però, le suddette verifiche "sono una farsa". In una dettagliatissima nota, gli attivisti argomentano le loro ragioni:

1) MANCANZA DI UN MODELLO PREVISIONALE

Ogni impianto ha delle caratteristiche intrinseche conoscibili solo attraverso dei modelli di previsione del comportamento. Anche le misurazioni degli impianti Muos e Nrtf avrebbero necessitato, secondo i nostri tecnici, di uno studio approfondito per poter “prevedere” l’intensità delle emissioni elettromagnetiche, studiando le potenze di ciascuna antenna e il tipo di emissione. Sfortunatamente, probabilmente per questioni di tempo ed economia, quel modello non è stato predisposto e dunque nessuno fino al momento dell’accensione poteva essere a conoscenza della pericolosità dell’accensione.

2) TUTTE LE ANTENNE ACCESE CONTEMPORANEAMENTE E ALLA MASSIMA POTENZA

Su questa questione intendiamo essere chiari! Non è certo “un’invenzione” dei No Muos che le misurazioni su questo genere di impianti vada fatta seguendo alcune linee guida. Bisognava accendere tutte le antenne presenti all’interno della base alla massima potenza, tutte contemporaneamente. Eravamo certamente preoccupati dai possibili effetti di questa accensione.

Poi mercoledì mattina il colpo di scena, gli americani hanno chiarito che:

a) delle 45 antenne installate all’interno della base NRTF ne utilizzano soltanto 18. E le altre 27?

Pare siano antenne di riserva, alcune sono state dichiarate in disuso. Stranamente, ma siamo certi sarà un caso, si tratta delle antenne più vicine la perimetro della base.

b) le 18 antenne funzionanti pare non possano essere utilizzate in contemporanea alla massima potenza a causa di un limite tecnico. Dunque verranno testata una ad una. Questo diminuisce certamente i rischi di sforamento dei limiti di legge ma rischia di falsare le operazioni di misurazione

c) Le parabole Muos sono state testate alla potenza di 200w di emissione, contro i 1600w previsti dal progetto. Perché? Il progetto depositato alla Regione parlava esplicitamente del valore di emissione pari a 1600w. Da dove saltano fuori i 200w. Le antenne elicoidali sono passate da 200w a 50w.

Anche in questo caso si è deciso di testare le parabole non in contemporanea.

Cosa succederà a verificazione finita? Come possiamo sapere se, in caso di “necessità”, le antenne NRTF non vengono accese tutte, alla massima potenza, con risultati ben diversi da quelli registrati in questi giorni? Quali saranno gli effetti nel lungo periodo?

3) MISURE PRECAUZIONALI

Non ci è ancora chiaro quali siano state le misure precauzionali adottate dagli organi competenti per evitare possibili danni alla salute.

Il prefetto aveva già bloccato le misurazioni perché gli organi interpellati (Asp, Comune di Niscemi) non sapevano quali attività precauzionali avrebbero dovuto mettere in campo. Questa volta, forse consci che le antenne non sarebbero realmente state accese alla massima potenza, tutte contemporaneamente, gli organi competenti in materia di sicurezza pubblica pare non siano stati avvertiti né interpellati se non per questioni di viabilità.

Il signor Terranova, l’uomo costretto a portare un defibrillatore che abita a un centinaio di metri dalla base, ha appreso la notizia delle misurazioni addirittura da Facebook. Solo martedì sera è stato avvertito ufficialmente.

Queste sono solo alcune delle criticità di una verificazione che non abbiamo esitato a definire FARSA. Toccherà adesso ai nostri tecnici smascherare tutte le irregolarità, alcune macroscopiche, delle operazioni di misurazione.