Un pesce noto per dicerie e leggende.

  • La Murena è un celebre (e bruttarello) abitante dei mari siciliani.
  • Come cibo è quasi del tutto sconosciuta, eppure la si trova spesso in pescheria.
  • Già gli antichi ne esaltavano la qualità della carne.

Vi sarà sicuramente capitato di notare, sul banco della pescheria, un pesce non proprio bello: anguilliforme, con un lungo corpo e una “espressione” tutt’altro che amichevole. Si tratta della murena, nota per miti e leggende che da sempre la accompagnano. Sebbene la qualità della sua carne fosse decantata già dagli antichi, non è uno dei piatti più gettonati in tavola. Eppure, in Sicilia, si usa preparala agghiotta (cioè con pomodoro, olive e cipolla) o anche fritta, servita a tranci. È un tipico pesce costiero e vive nel mar Mediterraneo, nel mar Adriatico e nell’Atlantico orientale. Tipico dei fondali rocciosi, cerca anfratti e buchi nelle rocce. La si trova sui fondali, ma a volte raggiunge la superficie ed esce anche dall’acqua.

La murena e tutte le leggende “sbagliate”

Il corpo della murena è allungato. Gli occhi sono piccoli, mentre la bocca è grande, con denti affilati rivolti verso l’interno. Con quei denti strappa la carne delle prede, come i polpi. Il suo colore scuro la aiuta a mimetizzarsi facilmente nei fondali. Quelle appartenenti alla specie “Helena” hanno alcune macchie di colore giallo. Questo pesce è al centro di tante leggende. Si narra che nel Mediterraneo ve ne fosse una gigante, capace di attaccare le imbarcazioni e farle colare a picco. In realtà, raramente supera nel nostro mare il metro di lunghezza. Al contrario di quanto si dice, non è velenosa. Non vi sono tossine nella sua saliva, ma ce ne sono nel suo sangue. Queste tossine potrebbero provocare il processo della distruzione dei globuli rossi soltanto se trasfuse nel corpo dell’uomo.

Anche quella dell’elettricità della murena è una leggenda. Si racconta, ancora, che i romani allevassero le murene in alcune vasche per poi dare loro in pasto gli schiavi, per punirli. I pesci spesso fanno capolino con la bocca aperta: questo non vuol dire che siano pronte ad attaccare, ma succede perché hanno bisogno di tenere la bocca aperta per respirare. Come abbiamo anticipato, non è troppo apprezzata in cucina, ma spesso viene catturata dai sub. È importante fare attenzione alle lische nel dorso, per il resto si presta per zuppe, sughi, per essere fritta o per essere preparata agghiotta.

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