La Sicilia cataloga i suoi tesori immateriali.

  • Patrimonio immateriale della Sicilia, si lavora per nuovi riconoscimenti.
  • Nominata la nuova Commissione di Valutazione, istituita dall’assessore Alberto Samonà.
  • Tra i candidati all’iscrizione nel REIS, c’è anche l’arte del Carretto.

Riparte l’attività di valutazione per le richieste di riconoscimento e inserimento nell’elenco dei beni Patrimonio Immateriale della Sicilia. Questi beni vengono iscritti nel Reis, cioè il Registro delle Eredità Immateriali. L’Unesco definisce le Eredità Immateriali come “l’insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e tecniche nella forma di strumenti, oggetti, artefatti e luoghi ad essi associati, che le comunità, riconoscono come parte del loro patrimonio culturale”. Un corpus che comprende le “tradizioni orali ed espressioni, compreso il linguaggio come veicolo del patrimonio culturale immateriale, le arti dello spettacolo, le pratiche sociali e rituali, gli eventi festivi, le conoscenze e pratiche concernenti la natura e l’universo, i saperi legati all’artigianato tradizionale”. In Sicilia ci sono diversi nuovi candidati per un posto nel Registro. Vediamo insieme i dettagli.

Patrimonio Immateriale della Sicilia: i libri

Il Registro si compone di 6 libri:

  1. Celebrazioni, Feste e Pratiche Rituali;
  2. Mestieri, Saperi e Tecniche;
  3. Dialetti, Parlate e Gerghi;
  4. Pratiche Espressive e Repertori Orali;
  5. Tesori Umani Viventi;
  6. Spazi simbolici.

Nella seduta del 12 maggio 2021, la Commissione di Valutazione, presieduta dall’assessore Alberto Samonà, ha approvato 9 istanze di iscrizione, che hanno riconosciuto come patrimonio immateriale le seguenti attività.

Dal Carretto al Santissimo Salvatore, i nuovi Patrimoni Immateriali Siciliani

Libro Mestieri, Saperi, Tecniche

  • L‘Arte del Carretto Siciliano. La richiesta è stata formulata dal Museo Regionale di Palazzo d’Aumale, presso cui è custodita la collezione pubblica più importante di carretti siciliani. L’iscrizione al REIS è il giusto riconoscimento di questa icona dell’Identità siciliana, oggetto-simbolo e sintesi di saperi.
  • Antonio Rigoli, Scalpellino di Ucria. La richiesta è stata accolta per la particolare competenza nel settore dell’intaglio della pietra. La tradizione di Ucria, comune nella provincia di Messina, è mantenuta viva grazie all’instancabile lavoro di questo mastro scalpellino che è autore di manufatti in arenaria, la pietra locale estratta dalle cave presenti nel contesto territoriale.

“Libro dei Tesori Umani Viventi”

  • Letterio Alessandro, detto Lillo Alessandro. Poeta e scrittore di Messina viene riconosciuto come tesoro umano vivente per l’attività di recupero e trascrizione del patrimonio etnomusicologico siciliano, con particolare riferimento alla provincia di Messina. Poeta annoverato tra i “canterini peloritani” ha sottratto all’oblio musiche e parole che nei secoli hanno scandito la vita profana e religiosa di un popolo.

Nel “Libro degli Spazi Simbolici”

  • “Borgo Pantano”. Origini e tradizioni: ArcheoAgriCultura e ArcheoSofia. Il riconoscimento scaturisce dalla specificità di questo antico insediamento ebraico, un piccolo borgo rurale nel territorio del comune di Rometta (ME), che è espressione di una particolare tipologia abitativa. Il Borgo è testimonianza degli insediamenti ebraici rimasti dopo l’editto di espulsione del 1492. Ancora oggi viene praticata la lavorazione alchemica delle specie botaniche medicinali secondo i principi della “spagirica”.

“Libro dei Mestieri, Saperi, Tecniche”

  • I “Cuddrireddra” di Delia. Si tratta di un’antica tradizione della pasticceria di origine islamica. La “cuddura”, originale nella fattura e negli ingredienti, è un dolce tipico che è stato gelosamente tramandato di generazione in generazione, con una ricetta segreta che ha reso il prodotto di esclusiva fattura deliana.
  • La ricamatrice “Maria Anna Bonaffini” di Caltanissetta. Si tratta di un’espressione di eccellenza nell’ambito di un’attività a salvaguardia di un antico sapere: l’arte del tombolo, del macramè attraverso cui possiamo dire che passa “il filo della storia”.

Nel “Libro delle Celebrazioni, Feste e Pratiche Rituali”

  • Festa di San Calogero/”Sagra dei pupi del pane” di Campofranco (CL). È una delle feste patronali più rappresentative in Sicilia. Questa celebrazione è nata come forma di ringraziamento verso il santo patrono per l’abbondanza del raccolto annuo. Ha radici greco-bizantine e si lega alle antichissime feste equinoziali di origine pagana.
  • Festa Patronale del Santissimo Salvatore di Militello Val di Catania. Si tratta di una festa altamente rappresentativa di origine bizantina, tramandata nei secoli, che si svolge il 18 agosto a Militello Val di Catania. L’effige del Salvatore scolpita dallo scultore Girolamo Bagnasco e arricchita da un prezioso fercolo, costituisce un’icona simbolo identitario per la comunità locale.
  • Tappeti di arte effimera, di fiori, sale, sabbie e altri elementi naturali – Noto. Il riconoscimento scaturisce dalla componente esclusiva di questa arte capace di accrescere il valore e la bellezza dello scenario barocco netino. Foto: Franco Di Caro.

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