Tra la frutta siciliana più buona e particolare rientra sicuramente la Pesca nel Sacchetto. Avete letto bene: nel sacchetto. Ci troviamo a Leonforte: qui, in un paese arroccato su una collina a nord di Enna, ogni anno, nel mese di giugno, si rinnova una celebre tradizione. I contadini si armano di sacchetti di carta pergamena e chiudono a mano una a una, sull’albero, le pesche ancora verdi, mentre fanno il diradamento.

Il lavoro è certosino e non ammette alcun errore. I più veloci in un giorno riescono a insacchettare più di duemila pesche. La pesca nel sacchetto matura da agosto a ottobre, talvolta addirittura a novembre. Chiusa così, nel suo pacchettino, è protetta dai parassiti e dal vento e può rimanere sull’albero fino all’ultimo, in modo da essere raccolta solo quando è perfettamente matura.

Come è facile intuire, la coltivazione è laboriosa e molto delicata. Si comincia con l’insacchettatura e si arriva alla raccolta, quando i frutti vengono staccati con una lieve rotazione del picciolo. Bisogna fare grande attenzione a non strapparli. La pesca nel sacchetto non è molto appariscente. Dato che matura tardi e nei sacchetti, diventa al massimo giallo intenso con striature leggere rosse. È, però, molto profumata, con una polpa gialla e soda, dal gusto particolare, che ricorda vagamente la canditura.

La pesca nel sacchetto è un presidio Slow Food.