La piccola frazione di Piano Battaglia è una vera principessa delle nevi di Sicilia. Meta ideale durante tutto l’anno, è molto amata in inverno, quando si ricopre di un candido mantello. Ci troviamo nel cuore delle Madonie, in un luogo che affascina già a partire dal nome… Sapete perché si chiama proprio così? Oggi scopriremo questo e molto altro.

Piano Battaglia, natura straordinaria sulle Madonie

Vedendone il paesaggio, si rimane senza parole per la bellezza dell’insieme di chalet, costruzioni tipiche, natura rigogliosa e, in inverno, candida neve. In primavera è un trionfo di colori e di tinte del verde. Un paradiso come questo, esiste solo nel Parco delle Madonie: è Piano Battaglia, frazione di Petralia Soprana, splendido borgo in provincia di Palermo.

Il complesso della Mufara, sul versante settentrionale, raggiunge i 1840 metri, mentre il Mufaretta, sul lato sud-occidentale, si “ferma” a 1680 metri. Qui esistono infinite possibilità per escursioni a piedi e in mountain bike, lunghi i numerosi segnati. Un itinerario molto amato è quello che parte dal Rifugio Merlino e si dirige a nord-ovest, toccando il Pizzo Scalonazzo (1903 m) e il Pizzo Carbonara (conosciuto anche come Rifugio Carbonara Scalonazzo), per terminare in un querceto a Piano Sempria Madonie (1300 m).

Ovviamente, per dedicarvi agli itinerari a piedi, dovrete attendere la giusta stagione, mentre per godere dei paesaggi innevati, sarà necessario concentrarvi nelle stagioni dell’anno più fredde. Ancora una volta la Sicilia dimostra di essere una meta ideale durante tutto l’anno. Per conoscere meglio questi luoghi, vorremmo parlarvi di una curiosità che pochi conoscono: perché Piano Battaglia si chiama così? Ecco le origini del nome.

Perché Piano Battaglia si chiama così

Il pianoro si trova a 1526 metri sul livello del mare, “incastonato” tra il Pizzo Carbonara (1979 mt.) e il Monte Mufara (1865 mt). I boschi di questa zona sono arricchiti da faggi, lecci e abeti.  Vi si trovano tantissimi endemismi floreali come la peonia, il lino delle fate siciliano, la stellina di Gussone, l’astragalo e lo spillone dei Nebrodi. La fauna include esemplari di daini, cinghiali, rettili, uccelli e roditori.

Soffermandosi sul nome, si pensa a una qualche grande battaglia combattuta qui in passato. C’è chi ritiene si sia tenuto qui uno scontro tra Arabi e Normanni, tra il X e l’XI secolo d.C. o, ancora, una leggendaria battaglia contro i Saraceni. La storia della battaglia contro i Saraceni sarebbe nata allo scopo di esaltare le gesta della famiglia dei Ventimiglia (che avevano ampi possedimenti nella zona delle Madonie). La verità, però, è un (bel) po’ differente.

Il nome Piano Battaglia, infatti, avrebbe una derivazione più antica. La denominazione, probabilmente, deriva dalla semplice trasformazione di un vocabolo di origine greca, che indicava un gioco conviviale, cioè il “cottabo” (diventata poi “cattaba”). Il termine veniva dato a diversi giochi, la cui base era l’utilizzo del vino. Proprio i pastori e coloro che vivevano nei boschi delle Madonie, sin dai tempi antichi, hanno usata il nome “cattaba”, per indicare una gara di velocità.

Questa gara si basava sul taglio della legna che si teneva con cadenza annuale, proprio ai margini dei pianori erbosi. Al termini della gara, i momenti conviviali erano accompagnati da abbondanti bevute di vino. Il vocabolo, da quel “cattaba” (quindi Piano della Cattaba) è diventato “Piano della Vattagghia” (cioè del bestiame, per via dei pascoli), diventando in ultimo Piano Battaglia. Foto: Leonard Tanti Bellotti.

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