Il 26enne di Rosolini Pietro Nolasco si è tolto la vita impiccandosi in carcere. Era stato arrestato dai carabinieri per aver violentato e minacciato di morte una sua conoscente, ricoverata in ospedale per le lesioni subite nella colluttazione. Nolasco è rimasto in isolamento per 3 giorni: era arrivato nella casa circondariale di Cavadonna dopo aver rischiato il linciaggio da parte dei parenti della donna. Era stato ascoltato dal gip del tribunale di Siracusa, Michele Consiglio che ha ascoltato la sua versione dei fatti: aveva ammesso, ma solo parzialmente, le sue responsabilità.

Aveva confermato di essere uscito con la vittima e di averla aggredita, ma ha precisato di non averla violentata. Il giudice per le indagini preliminari non ha creduto a questa versione dei fatti e, nel convalidare l'arresto, ha adottato per lui la misura cautelare in carcere. Sabato 11 febbraio è stato trovato senza vita nella sua cella: a fare la scoperta, gli agenti di polizia penitenziaria appena entrati in servizio. Nonostante i soccorsi, non c'è stato nulla da fare. Nolasco si trovava ai domiciliari da dicemre, ma aveva infranto il provvedimento per invitare la conoscente a uscire con lui: le aveva detto di volerle mostrare qualcosa di importante, ma poi sarebbe scattata la sua trappola.