Alla scoperta delle parole siciliane.

Non si finisce mai di scoprire le parole siciliane. La lingua siciliana ci offre talmente tante sfumature, che è praticamente impossibile esaurire le informazioni in merito. Proprio quando pensi di saperne abbastanza, ecco che arriva un nuovo termine ad accendere la tua curiosità. Prendete, ad esempio, la parola di cui vogliamo parlarvi oggi: il termine piricuddu in siciliano. Lo avrete sicuramente sentito dire, molti di voi lo utilizzano anche, ma quanti possono dire di sapere da dove proviene? Quanti, poi, ne conoscono le curiosità? Per tutti, ecco un po’ di informazioni davvero interessanti.

Si pronuncia piricùddhru e il suo significato è quello di “piccola sporgenza” di un oggetto, ma non solo. Si può usare, infatti, per indicare il picciolo (come nel caso della frutta) o anche in riferimento a una persona scattante. Se questo non fosse ancora abbastanza, viene utilizzato anche per indicare il mignolo. Un tempo si recitava una filastrocca, proprio intrecciando il mignolo, che faceva così: “Cummari e cumpari cu piricuddu: quannu mangiu ‘un vogghiu a nuddu, a finuta ri mangiari, semu tutti cummari e cumpari“. Era una sorta di rituale dell’amicizia, che si completava staccandosi un capello dalla testa e soffiandolo via in contemporanea. Esiste anche nella variante “pidicuddu”. Deriva dal latino “pediculus”, cioè “piccolo piede” o “peduncolo”. Certo che è davvero singolare vedere come si possa facilmente passare da un mignolino al picciolo di una mela!

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