È stato amore a prima vista tra la Sicilia e lo chef genovese Raimondo Mendolia, maestro pastaio, docente in molti istituti per i servizi alberghieri, premiato anche dalla rivista americana Forbes. Mendolia, infatti, ha scelto Palazzolo Acreide per continuare la sua arte culinaria. L’amore con la Sicilia è stato anche alimentato dalla sua famiglia, dalla moglie, siracusana, e dai nonni, messinesi.

Proprio in questo fazzoletto del Siracusano ha deciso di creare Palazzolo experience, una passeggiata alla scoperta dei vicoli incantati di uno dei borghi più belli d’Italia, riscoprendo l’arte barocca dei palazzi storici, le chiese settecentesche, i profumi di zagara, coniugando la sua pasta alle materie prime di alta qualità.

Mendolia è oggi uno dei punti di riferimento per il settore della pasta in Italia e all’estero ed il premio da Forbes gli è stato assegnato per aver inventato la pasta Uno.61, che sarà prodotta proprio a Palazzolo in uno stabilimento esistente. Ne sarà realizzato uno nuovo a fine giugno, diventando uno tra i più importanti in Sicilia.

La pasta Uno.61 è realizzata con semola 100 per cento italiana di grano duro di Altamura, trafilata in Oro ed essiccata lentamente a bassa temperatura. Non è confezionata nelle classiche buste di cellophane ma nelle stoffe sartoriali, cucite a mano dal sarto e artista Angelo Inglese, artigiano della camiceria italiana a cui è affidata anche una parte del guardaroba di Buckingham Palace. Presidente dell’European Chefs Academy, Mendolia esplora il mondo della pasta alla ricerca di nuove tecniche per la pastorizzazione e l’asciugatura.

“L’arte, il cibo e la cultura sono tre capisaldi che da sempre mi accompagnano nella valorizzazione dei territori dove vado – spiega Mendolia -. Farlo qui per me ha un significato ancora più forte, sia perché onoro le mie radici siciliane, sia perché qui la bellezza esulta a piene mani: la tavola è una compagna per raggiungere benessere e felicità in un cammino fatto di storia, cultura e bellezza. Mettendo insieme arte, cibo e cultura si riesce a esprimere un territorio nella sua identità più vera. In questo momento di difficoltà è il mio modo di dare un contributo alla ripresa”.