Il Salame di Sant’Angelo di Brolo è un delizioso salume siciliano, tipico della cittadina del Messinese. La tradizione norcina, in Sicilia, nacque presumibilmente nell’undicesimo secolo, in seguito alla colonizzazione da parte dei Normanni, che introdussero nuove abitudini a tavola.

Prima, infatti, il consumo della carne suina era stato escluso dagli Arabi, poiché era ritenuto sacrilego. La produzione del Salame Sant’Angelo di Brolo si sviluppò nel XVI secolo e ancora oggi rappresenta un’importante realtà. A rendere ancora più pregevole la produzione sono le ideali condizioni climatiche di temperatura, umidità e ventosità, perfette per la stagionatura.

Per ricavarlo, si utilizzano solo le parti più nobili del maiale, come lombata, spalla, coscia, collo, lonza, filetto e coppa. Allevato con prodotti genuini e alimentato con ghiande, fave e crusca. Per la parte grassa, che costituisce almeno il 20% dell’impasto, si utilizza solo il pancettone.

Le carni del Salame di Sant’Angelo di Brolo sono tagliate a punta di coltello, lavorate e conciate con sale marino e pepe nero a mezza grana. I salami vengono dunque insaccati in budelli di suino e messi a stagionare in sale arieggiate per un periodo che va dai trenta ai cento giorni. Il tempo varia a seconda della pezzatura. Il prodotto finito ha un peso che va dai 300 grammi al chilo e mezzo.

Al taglio ha un colore rosso vivo. La consistenza è tenera e il sapore delicato, con un aroma fragrante e caratteristico.