Sant'Angelo di Brolo si trova nel tratto di costa tra Tindari e Capo d'Orland ed è qui che si produce un salame molto noto e apprezzato. A rendere unico questo salume sono tanti fattori, a cominciare dalle colline dell'immediato entroterra, che contribuiscono a creare un microclima che ne favorisce la stagionatura. Il Salame Sant'Angelo, inoltre, viene prodotto ancora come secoli fa, soltanto in questa zona del Messinese.

La produzione del Salame Sant'Angelo è iniziata alla fine del XI secolo: i Normanni introdussero l'allevamento dei suini, prima vietato per le norme religiose islamiche. Così si ottennero risultati ottimali con la produzione di particolari salsicce che, con alcuni miglioramenti successivi, diedero vita al salume che conosciamo oggi. Il metodo di lavorazione non è cambiato e, ancora oggi, le carni non vengono macinate meccanicamente, ma preparate a punta di coltello, cioè tagliate a mano. Così si ottiene una pasta a cubetti, in cui le parti grasse e quelle magre sono ben visibili. 

Il Salame Sant'Angelo, che nel 2008 ha ottenuto la certificazione europea Igp, viene preparato con le parti più pregiate dei suini, cioè coscia, coppa, spalla e lonza. Gli animali destinati alla macellazione appartengono a razze italiane ben determinate o sono frutto dell'incrocio con suini autoctoni dell'isola. La stagionatura varia a seconda della pezzatura. Si tratta dell'unico salume siciliano ad aver ottenuto la certificazione europea Igp.