Il nuovo Presidio Slow Food.

  • Scattata di Alia, il dolce che arriva dalle Madonie.
  • La ricetta della cittadina montana in provincia di Palermo.
  • Mandorle, acqua e farina di Maiorca: basta poco per una magia del gusto.

Sulle pendici occidentali delle Madonie c’è una cittadina dalla vista straordinaria. Alia, in provincia di Palermo, spazia con il sguardo dall’Etna fino alle Isole Eolie. Le sue origini sono antiche. Vi si sono avvicendati diversi popoli e culture, dai sicani agli arabi. A un re sicano, cioè Kokalos, deve il nome una Comunità Slow Food che ha fatto diventare la Scattata di Alia un Presidio Slow Food. Ma cosa è la Scattata? Ve lo diciamo subito.

Scattata di Alia, la Ricetta

Si tratta di un dolce semplice, a base di mandorle, acqua e farina di Maiorca, un grano antico presente ancora oggi nelle Madonie. La semplicità, dunque, è alla base di questa preparazione: è il suo punto di forza. Nonostante ci siano pochi ingredienti e un facile procedimento, nessuna scattata è uguale all’altra. Basta miscelare tutto con un po’ di acqua, fino a ottenere una massa consistente, da fare riposare mezz’ora. Con le mani umide di acqua, si creano palline grandi come una noce, che si rotolano nei diavolini di zucchero colorati. Le palline si mettono in teglia e si cuociono in forno a 160°C. Il segreto è la temperatura. Durante la cottura, una piccola parte di impasto si espande, cioè “scatta” e dà ai dolcetti la forma irregolare.

A quanto pare questa ricetta risalirebbe ai primi del Novecento. Marco Minnuto, referente dei produttori del Presidio, ha spiegato che la ricetta tramandata e utilizzata dalla sua famiglia è la stessa di zia Minichedda, figura storica di Alia. Era lei a preparare i dolci per le feste di paese e per le ricorrenze religiose. Le si portavano gli ingredienti e lei ne faceva scattate. In cambio teneva parte dei dolci e degli ingredienti. Il Presidio Slow Food della Scattata di Alia è stato accolto con grandissimo entusiasmo. È stata una scommessa vinta, un’occasione per la comunità. Si tratta di valorizzare un tipico prodotto delle feste, ma anche i suoi ingredienti. Il grano di Maiorca, un tempo più diffuso, oggi fatica a resistere. I mandorleti vanno sicuramente tutelati, in queste terre da sempre vocate alla coltivazione del mandorlo. Foto: Slow Food Sicilia.

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