I segreti dell’isola di Alicudi.

  • Sarebbe la segale cornuta la causa degli infiniti racconti che l’isoletta siciliana può rivelare.
  • Alicudi è, senza dubbio, la più misteriosa delle Isole Eolie.
  • Ecco alcune curiosità che hanno contribuito ad aumentarne il fascino.

I greci la chiamavano Erikussa, per via dell’abbondante presenza di erica, ma noi la conosciamo come Alicudi. Selvaggia e periferica, da un massimo di 1500 abitanti, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è arrivata ad averne, oggi, appena un centinaio. Qui hanno preso vita racconti straordinari, leggende e storie che sembrano uscite da un romanzo affascinante. Siamo nei luoghi delle mahare, delle donne che volano.

Secondo i racconti popolari, si alzavano in volo e raggiungevano Palermo, la Tunisia e altri luoghi della costa africana, portando oggetti e abiti che nessuno aveva mai visto. Tanti pescatori sono stati certi di averle viste. Le mahare organizzavano anche banchetti sulle spiagge. Molti vi prendevano parte, ma dovevano fare attenzione a non lamentarsi della qualità del cibo. Se l’avessero fatto, sarebbero stati bastonati e gettati in mare!

Il consumo di pane di segale cornuta

Da tempo ormai gli arcudari non vedono più nulla del genere, ma tanti si sono interrogati sull’origine di quelle visioni così diffuse e particolari. L’ipotesi più accreditata chiama in causa il consumo di un pane prodotto con segale cornuta, cioè segale infestata da un fungo parassita delle graminacee. Conosciuto anche con il nome di “ergot” (in francese “sperone”), queso fungo si manifesta con escrescenze a forma di corna sulle spighe (da qui il nome). Nell’ergot è presente un alcaloide dal forte potere psichedelico, cioè l’acido lisergico. Si tratta dell’ingrediente base dell’LSD, sintetizzato dallo svizzero Albert Hofmann.

Il pane prodotto con questa segale si consumò ad Alicudi tra il 1903 e il 1905. Carestie, emigrazione e povertà, infatti, avevano costretto gli isolani a panificare con derrate colpite dall’ergot. Secondo questa ipotesi, dunque, gli isolani dovettero fare i conti per anni con una percezione espansa della realtà. Si ritiene, inoltre, che l’assunzione inconsapevole di una sostanza che produce effetti allucinatori porti ad esperienze più profonde e più incontrollabili rispetto a chi la assume consapevolmente. Foto: Benjamín Núñez González –  CC Attribution-Share Alike 4.0 International.

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