Sophie Pointon, una studentessa inglese di 22 anni, si è resa protagonista di un episodio molto grave, finendo in manette. La giovane ha rovinato la vita di un tassista, inventando di essere stata stuprata in auto dall'uomo, peraltro sposato e padre di 5 figli. Il presunto aggressore è stato rintracciato e fermato dalla polizia per diverse ore. Musulmano praticante, è stato emarginato dalla vita religiosa e allontanato anche dai suoi amici più stretti e membri della sua comunità nel West Yorkshire, dopo quanto accaduto.

In più si è visto revocata la licenza da tassista per un mese. "Ora sono estremamente riluttante nel fare salire sul taxi ragazze sole per paura di essere accusato di nuovo. La ragazza che mi ha accusato ha la stessa età di mia figlia, non riesco a capire perché abbia fatto una cosa del genere. Mi sento contaminato religiosamente da questo, e nessun aiuto da parte della polizia o dei tribunali può rinfrancarmi. Gli amici hanno smesso di parlarmi e di farmi entrare nelle loro case. Le persone nella mia comunità non vogliono nemmeno essere viste con me“ ha detto davanti al giudice di Corte", dice l'uomo ai tabloid britannici.

Le bugie della Pointon sono emerse grazie alle informazioni fornite dal gps del taxi. Il procuratore Kate Bisset ha spiegato che il tassista aveva descritto la studentessa come "estremamente ubriaca" quando è entrata nel mezzo e poi una volta arrivati a destinazione (Hyde Park) ha lanciato in faccia all’uomo dei soldi sporchi di "olio di un kebab". Non contenta, la giovane avrebbe iniziato a vagare attorno al taxi aprendone le porte. La Corte, studiando il percorso tracciato dal gps installato sulla macchina, ha inoltre scoperto che anche la destinazione data dalla ragazza era falsa.

A quel punto la Pointon ha capito che non poteva farla franca ed è scoppiata in lacrime in tribunale per poi chiedere alla Corte se fosse stato possibile ritirare la denuncia di stupro contro l’uomo, visto che un’eventuale condanna le costerebbe di fatto l’impossibilità di diventare un agente di polizia, come aveva sempre sognato. Il giudice Christopher Batty le ha però risposto così: "La sua denuncia dolosa ha reso un grandissimo disservizio a coloro che cercano giustizia attraverso la polizia e i tribunali". Sophie Pointon è stata condannata a 16 mesi di carcere.