PALERMO – Si è chiusa l'indagine sulla violenza subita da una ragazza di 17 anni: l'episodio incriminato risale alla notte tra il 26 e il 27 dicembre scorso ed è accaduto al termine di una serata trascorsa in un noto locale palermitano, il Country. La vittima aveva perso di vista la propria comitiva e aveva accettato un passaggio da due ragazzi appena conosciuti. Poi è avvenuto il presunto stupro: i ragazzi, di 19 e 20 anni, sono accusati di violenza sessuale di gruppo.

La ragazza, che aveva bevuto molto, è stata condotta in un luogo appartato, dove sarebbe stata violentata brutalmente. Adesso ha deciso di parlare anche il secondo presunto stupratore (che aveva optato fino adesso per il silenzio): ha negato le accuse, sostenendo che la ragazza sarebbe stata consenziente e che lui non avrebbe avuto coscienza del fatto che la diciassettenne fosse incapace di intendere e di volere. 

"Una volta riaccompagnata a casa, la minorenne – hanno spiegato dalla Questura – ha covato un senso di frustrazione e colpa che spesso rovescia la reale prospettiva tra vittima e carnefice. Questo sentimento ha paralizzato la ragazza, incapace di comunicare ai suoi genitori il suo malessere".

Per superare queste inibizioni aveva spiegato quanto accaduto ai genitori in una lettera e da lì partirono le indagini. Uno dei presunti violentatori, il giorno seguente all'episodio, aveva anche aggiunto su Facebook la vittima, "probabilmente – hanno sottolineato dalla Questura – allo scopo di plagiarla, deformare la realtà e convincerla che quanto accaduto fosse un atto consenziente". La ragazza denunciò con fermezza l'accaduto, ribadendo le accuse, e due mesi dopo i giovani furono arrestati.