Solo in pochi conoscono il goloso segreto delle Madonie. Quel segreto si chiama ricotta al basilisco e oggi vi spieghiamo perché è speciale. Questo tipico formaggio siciliano non si trova al supermercato ed è rimasta solo una persona in grado di produrlo. Giacinto Cangelosi, pastore e casaro, è l’unico custode di un’eccellenza del territorio.

Le caratteristiche della ricotta di basilisco

La ricotta al basilisco si ottiene dal latte di capra. A renderla particolare è l’utilizzo del deriva dal Basilisco, una pianta selvatica rata e pregiata. Simile al finocchietto selvatico, cresce da marzo in poi su terreni scoscesi e impervi, a 1500 metri di altezza. Di questa pianta si utilizza sia il fungo che le foglie.

Il fungo basilisco è estremamente prelibato, tanto da essere chiamato il “tartufo bianco delle Madonie”. Si consuma principalmente crudo, al massimo con un filo d’olio. Le foglie di basilisco, invece sono impiegate come foraggio per vacche, pecore e capre.

Proprio il basilisco regala al latte aromi unici e profumi difficili da descrivere.

A produrre la ricotta di basilisco è rimasto soltanto Giacinto, perché si tratta di una lavorazione che richiede tempo e dedizione. Lui è pastore e casaro dall’età di 15 anni e continua a produrre i formaggi con le stesse tecniche del 1700, tramandate da una generazione all’altra.

Sul suo terreno pascolano libere vacche e capre, munte ogni mattina solo a mano per la produzione di canestrati, caciocavallo e ricotta di basilisco.

La storia di questo formaggio siciliano è un’ulteriore conferma della particolarità del territorio e dei suoi prodotti, che rivelano una sapienza semplice e antica, fatta di lavoro, dedizione e amore.