Il torrone di Caltanissetta è il primo presidio Slow Food del 2023.

La particolarità del torrone del capoluogo siciliano riguarda – informa una nota – la ricetta: gli ingredienti utilizzati sono soltanto tre, miele, mandorle e pistacchi, tutti caratteristici del territorio. Il processo di lavorazione richiede più di otto ore ed è rimasto identico a a quello di oltre un secolo fa.

Nella produzione non c’è zucchero aggiunto, zero albumi e nessun conservante, solo “miele, mandorle e pistacchi rigorosamente siciliani, come stabilito dal disciplinare di produzione adottato dai quattro produttori che aderiscono al Presidio Slow Food“.

“Il mandorlo e il pistacchio – ha affermato Stefania Fontanazza, referente Slow Food del neonato Presidio – sono due coltivazioni piuttosto diffuse, se il primo, negli ultimi anni, ha vissuto un periodo di crescita in termini di ettari, del secondo non c’è soltanto quello famosissimo di Bronte. Più vicino a noi c’è infatti quello di Raffadali, in provincia di Agrigento. E poi c’è il miele, un millefiori con una percentuale significativa di sulla e achillea, due essenze della nostra zona”.

“Il procedimento di lavorazione – ha sottolineato Claudio Nitro, referente dei produttori – è lungo, più che complicato e lo abbiamo volutamente mantenuto identico a quello di oltre un secolo fa. Il miele viene fatto cuocere a fuoco bassissimo per almeno otto ore nella cosiddetta quadara, cioè un grande calderone di rame. Poi, quando il miele entra in cottura e l’umidità del miele è evaporata, incorporiamo mandorle e pistacchi in precedenza leggermente tostati. L’impasto, chiamato massa, viene posto in telai di legno e in un secondo momento, prima che si raffreddi completamente, tagliato nelle caratteristiche stecche”.

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