E’ inutile negarlo.
L’occhio vuole la sua parte. E prima di conoscere una nuova persona è impossibile non dare credito alla saggezza popolare.

In Sicilia abbiamo diverse massime sulla corporatura e la pelle di un uomo o una donna.
In questo articolo cercheremo di ricordarne alcune.

Iniziamo dalla statura.
Se è vero che in Italia si dice “altezza, mezza bellezza”, è anche vero che in Sicilia le persone alte erano etichettate (non uso il presente per evitare di offendere qualche “spilungone” alla lettura!) come prive di valore, buone a nulla e senza senso del sacrificio. Insomma:

Longhi ammàtula o  Longhi e minchiuni”.

Al contrario il bassino viene visto come intraprendente e pieno di ingegno.
E la donna bassina? Lei è un peperino, calorosa e piena di vita.

Lu longu è bonu pri cògghiri ficu,

Lu curtu è bonu pri beddu maritu”.

In tutti i casi la celebrazione della bassezza arriva fino ad un certo punto. Infatti la tradizione popolare siciliana riserva per i bassi anche delle offese oltremodo pesanti. Ad esempio si dice

Curtu, tuttu vizii o Cortu, malu cavatu”.

Ci sono degli adagi anche per la corporatura.
Magro è meglio di grasso.

Era credenza che le donne grasse non fossero delle brave moglie, mentre quelle magre fossero più capaci nel mettere al mondo i figli. Figli, che ricordiamo, erano braccia fondamentali nell’attività di famiglia (agricoltura, pastorizia o pesca).

Fimmini grassa, mugghieri strippa;          

Fimmina màghira (o sicca), mugghieri figghialora”.

E che dire del colorito della pelle?
Noi siamo tipicamente scuri.
Appare quindi lapalissiano che il biondo e bianco fossero scherniti e poco ricercati.

Secondo saggezza popolare la donna bianca è come la pasta senza sale: grevia. Incapace di mostrare affetto e poco incline all’amore. Per non parlare del fatto che il bianco riportasse alla mente una certa fragilità fisica e inclinazione alle malattie. Se sei bianco allora sei di salute cagionevole.

Tutto il contrario della donna bruna, all’interno della quale il fuoco sembra non smettere mai di ardere.

La nìura è caddusa, la bianca è sdignusa”.

Ci sono anche delle massime per gli uomini di carnagione bianca.
Un uomo poco abbronzato sarebbe un uomo fiacco, poco energico e per nulla fermo nei suoi propositi. In una parola incostante o traditore.

Facci senza culuri,

O fàusu o tradituri”.

Autore | Viola Dante, Immagine | www.flickr.com