Uno dei luoghi imperdibili di Palermo.

Non si finisce mai di conoscere Palermo. La città riesce sempre a rivelare qualcosa di nuovo: un dettaglio, un segreto, una piccola sorpresa nascosta tra i palazzi. Non tutti lo sanno ma, in concomitanza dei festeggiamenti per Santa Rosalia, c’è una stradina del centro storico che diventa protagonista di una piccola magia. Il vicolo Brugnò di Palermo è, sì, piccolo, ma anche molto speciale. Nelle serate antecedenti il 15 luglio e nel corso della festa, diventa un trionfo di luci e colori. Si anima, prende vita, tra immagini della Santuzza e fotografie. Ci sono i volti, ci sono le luminarie e c’è, soprattutto, un altare maestoso, che si scorge già dall’ingresso. E questo è solo l’inizio.

Vicolo Brugnò di Palermo: perché bisogna visitarlo

Molta gente passa da qui davanti senza notarlo, soprattutto di giorno. Nel mese di luglio, però, è come se avvenisse un altro piccolo “miracolo” di Santa Rosalia. Chi vi abita allestisce l’altare e provvede ad appendere una lunga catena di luci. Addobba tutto con fiori freschi, abbellisce i balconi con teli e mette in mostra le fotografie che raccontano la storia di vicolo Brugnò. Nelle immagini sono ritratte le famiglie che vivono nella stradina, oltre a molti dei visitatori che l’hanno scoperta e, anno dopo anno, vi ritornano. Sono volti di grandi e piccini, di persone che hanno ricevuto una grazia e vogliono rendere omaggio alla Santuzza. Sono foto di bimbe vestite con tuniche e corone di rose, nel rispetto della classica iconografia. Soprattutto nella sera del 14 luglio (che precede il 15, giorno dedicato alla Santa), c’è un gran viavai di gente. A questo punto, ovviamente, vi starete chiedendo dove si trova il vicolo Brugnò di Palermo: ve lo diciamo subito.

Vicolo Brugnò è proprio di fronte la Cattedrale. Dando le spalle al maestoso edificio sacro, ve lo trovate davanti. Non notarlo di sera è praticamente impossibile. I turisti rimangono affascinati, ma anche i palermitani. L’ingresso, ovviamente, è libero: un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. Foto: Luisa Cassarà.

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