La polizia ha fermato un uomo di 23 anni di Termini Imerese (PA) con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di un giovane rifugiato. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese e convalidato dal gip, che ha disposto per il 23enne la custodia cautelare in carcere. La vicenda di abusi, che ha visto come vittima un giovane cittadino extracomunitario, è maturata proprio nella cittadina del Palermitano e a tradire il ragazzo arrestato è stato il suo profilo su un social network.

Lo straniero è un diciottenne del Gambia, ospite del Cara di Mineo: dopo aver fatto richiesta di asilo politico, avrebbe ottenuto un permesso di qualche giorno per incontrare un connazionale a Termini Imerese. Non essendo riuscito e stanco per il viaggio, avrebbe deciso di trascorrere qualche ora nella stazione ferroviaria, nella notte del 14 gennaio. Qui sarebbe stato avvicinato: il termitano avrebbe chiesto ed ottenuto di utilizzare un'app per la traduzione, perché non conosce la lingua inglese e, a questo punto, avrebbe chiesto alla vittima di consumare un rapporto sessuale. Di fronte ad un rifiuto, l'avrebbe brutalmente aggredito. La vittima, con fatica, sarebbe riuscita a divincolarsi, raggiungento un automobilista in strada, grazie al quale è stata contattata la polizia. 

Grazie al profilo social dell'aggressore, aperto sul cellulare della vittima, i poliziotti sono risaliti all'identità del 23enne, pregiudicato: è stato rintracciato nel centro abitato di Termini e condotto in commissariato. La versione della vittima è stata corroborata da rinvenimento, in casa del termitano, degli stessi indumenti utilizzati in corso di aggressione. La polizia ha anche repertato alcune tracce biologiche rinvenute nella sala d'attesa della stazione, che potrebbero confermare la tesi dell'avvenuta violenza.