Dal pesto alla pizza, passando per la caponata siciliana, un quotidiano britannico celebra i grandi classici della cucina italiana. Un riconoscimento internazionale che riaccende i riflettori sulle eccellenze regionali.
La caponata piatto imperdibile secondo il Telegraph
L’Italia resta una delle mete gastronomiche più desiderate al mondo. Non solo per la varietà, ma per la profondità culturale che ogni ricetta custodisce. A confermarlo è anche uno sguardo internazionale: il quotidiano britannico The Telegraph ha dedicato un approfondimento ai “10 piatti iconici da provare assolutamente in Italia”, inserendo tra le eccellenze anche la caponata siciliana.
Si tratta di un riconoscimento che assume un valore particolare. Non è una guida locale, ma un osservatorio straniero autorevole che seleziona le esperienze culinarie considerate imprescindibili per chi visita il Paese.
Un viaggio tra i grandi classici della cucina italiana
La selezione del Telegraph attraversa l’Italia da Nord a Sud. Include piatti noti in tutto il mondo e specialità legate a territori specifici, spesso meno conosciute fuori dai confini nazionali.
Si parte dal pesto alla Genovese, simbolo della Liguria. Una ricetta che ha superato da tempo i confini di Genova. Basilico, aglio, sale marino, parmigiano, pinoli e olio d’oliva. Pochi ingredienti, equilibrio preciso, identità netta.
Segue la ribollita, zuppa toscana nata da una tradizione povera. Il nome significa “ribollita” e richiama l’abitudine di riscaldare il minestrone del giorno prima, arricchito con pane raffermo e ingredienti semplici. Fagioli cannellini, cavolo nero, carote, sedano. Una cucina che trasforma la necessità in sostanza.
Tra i dessert compare il tiramisù, definito nell’articolo come un dolce ormai onnipresente. Diverse città ne rivendicano l’origine, ma Venezia viene indicata come l’ipotesi più convincente. Caffè, cacao, mascarpone. Strati che uniscono intensità e dolcezza.
Specialità regionali tra identità e territorio
Non mancano piatti meno noti al pubblico internazionale. I tortelli di zucca di Mantova rappresentano un esempio emblematico. Grandi involtini di pasta ripieni di zucca, conditi nel classico abbinamento con burro e salvia. Il contrasto tra la dolcezza del ripieno e la nota aromatica della salvia definisce l’equilibrio del piatto.
Dal Nord arriva anche il celeberrimo risotto alla milanese. Nelle pianure del Po il riso spesso prevale sulla pasta. A Milano il risotto assume il colore dorato dello zafferano. Il sapore resta delicato, ma riconoscibile.
A Roma, invece, la tradizione richiama il cosiddetto “quinto quarto”, le frattaglie che raccontano una cucina popolare e identitaria. Per chi preferisce la pasta, il Telegraph suggerisce la cacio e pepe: spaghetti o tonnarelli con pepe nero e pecorino romano. Una ricetta essenziale, nata dalla povertà ma diventata simbolo.
In Umbria emerge il tartufo nero di Norcia. La città, colpita dal terremoto del 2016, mantiene il suo ruolo centrale nella gastronomia dell’Italia centrale. I tartufi della zona arricchiscono risotti, frittate e paste con un aroma inconfondibile.
Impossibile escludere la pizza, icona globale della cucina italiana, e le orecchiette alla pugliese, spesso servite con cime di rapa. Una pasta ruvida, dalla forma caratteristica, che trattiene il condimento e racconta la tradizione del Sud.
La Sicilia e la scelta della caponata
Il capitolo dedicato alla Sicilia assume un rilievo particolare. L’isola viene descritta come terra ricca di specialità che si potrebbero mangiare “per tutta la vita”. Vengono citati gli arancini, la granita, la cassata, la pasta alla Norma, la pasta con le sarde.
Eppure, tra tutte queste eccellenze, la preferenza dichiarata va alla caponata. Una preparazione definita come una creazione ricca e agrodolce a base di melanzane, pomodori e ingredienti di stagione. Un piatto presente in diverse varianti in gran parte dell’isola.
La scelta non è casuale. La caponata incarna la sintesi culturale della Sicilia. L’equilibrio tra dolce e acido richiama le stratificazioni storiche dell’isola, dalle influenze arabe alla tradizione contadina. È un piatto che cambia da città a città. Può includere sedano, olive, capperi, talvolta pinoli o uvetta. Rimane però fedele alla sua struttura: melanzane fritte e salsa agrodolce.
In un contesto internazionale, la caponata diventa simbolo. Non solo contorno o antipasto, ma espressione di identità territoriale.
