Quante anime può raccontare una città attraverso i suoi piatti? La risposta arriva dalla nuova tappa di Alessandro Borghese 4 Ristoranti, che fa tappa a Cefalù per celebrare uno dei dualismi più profondi e identitari della cucina siciliana: quello tra mare ed entroterra.
L’episodio va in onda domenica 4 gennaio alle 21:15 in esclusiva su Sky Uno, ed è disponibile in streaming solo su Now, oltre che on demand e su Sky Go. La produzione è firmata Sky Original ed è realizzata da Banijay Italia.
Quella che si apre non è solo una competizione televisiva, ma un viaggio gastronomico che attraversa secoli di storia, influenze culturali e tradizioni familiari. Al centro, una città simbolo come Cefalù, nota in tutto il mondo per la sua cattedrale arabo-normanna e per una cucina che fonde ingredienti semplici con preparazioni generose.
Secondo quanto spiegato nel comunicato ufficiale, lo chef Alessandro Borghese celebra il matrimonio “tra i profumi del mare e i sapori dell’entroterra, indagando le radici di un dualismo culinario che in Sicilia si traduce in accoglienza, convivialità e amore per le preparazioni abbondanti, semplici e gustose”.
Cefalù, una città che racconta la Sicilia attraverso il cibo
Cefalù è una delle mete più riconoscibili dell’isola. Il suo centro storico, affacciato sul mar Tirreno e dominato dalla celebre cattedrale, attira ogni anno visitatori da tutto il mondo. Ma oltre all’architettura e al paesaggio, la città conquista per la sua cucina.
Come si legge nel comunicato, Cefalù “ammalia” i visitatori con piatti tramandati di generazione in generazione, capaci di realizzare “un connubio perfetto tra mar Tirreno ed entroterra siculo”. Nei vicoli del centro storico convivono ristoranti turistici e trattorie autentiche, accomunati da una proposta gastronomica che mette al centro l’incontro tra pesce e prodotti della terra.
Le proposte di mare includono grandi classici come la pasta con le sarde, gli involtini di pesce spada e le sarde a beccafico. Accanto, trovano spazio formaggi locali e carni pregiate, espressione di un entroterra ricco e spesso meno raccontato.
Raccontare queste due anime attraverso la cucina, però, non è semplice. Ed è proprio questa la missione che attende Alessandro Borghese: eleggere il miglior ristorante di cucina di terra e di mare di Cefalù.
I quattro ristoranti in gara: identità e tradizione a confronto
A contendersi il titolo nella puntata ambientata a Cefalù sono quattro locali, ciascuno con una propria identità e una visione personale della cucina siciliana.
In gara ci sono:
- Passafiume, di Lino
- Ristorante Il Carretto, di Jessica
- Le Chat Noir – Famiglia Natoli, di Fabio
- Winery e Putia, di Maria
Quattro realtà diverse per storia, impostazione e proposta gastronomica, chiamate a rappresentare al meglio l’equilibrio tra mare ed entroterra. Come da format, i ristoratori si trasformano in commensali e giudici dei locali avversari.
Prima commentano le portate assaggiate, poi compilano la propria pagella. Il punteggio va da 0 a 10 e riguarda quattro categorie fisse: location, menu, servizio e conto. A queste si aggiunge la quinta categoria, lo special, che cambia a ogni puntata e diventa spesso l’elemento decisivo per la vittoria finale.
Lo special della puntata: la pasta a taiànu
A Cefalù, a prendersi la scena è la pasta a taiànu. Si tratta di una preparazione tradizionale, una sorta di timballo di pasta condito con ragù di carne, melanzane e pecorino. Un piatto ricco, pensato per le grandi occasioni e profondamente legato alla storia locale.
Il nome deriva dal tegame di terracotta di tradizione araba, detto appunto “tiano”, in cui gli ingredienti venivano fatti cuocere lentamente. Questo metodo di cottura permetteva ai sapori di amalgamarsi, dando vita a un risultato finale dal gusto rustico e intenso.
La pasta a taiànu diventa così il simbolo perfetto del dualismo raccontato dalla puntata: un piatto di terra per eccellenza, ma nato in una città di mare e influenzato da una storia di contaminazioni culturali.
Il meccanismo del programma e il premio finale
Il format di Alessandro Borghese 4 Ristoranti resta fedele alla sua struttura. Ogni ristoratore ospita gli altri tre nel proprio locale, proponendo un menu rappresentativo della propria cucina. Le valutazioni sono immediate e spesso schiette, nel pieno spirito del programma.
Al termine della puntata, Alessandro Borghese può confermare o ribaltare il risultato finale. Il vincitore non ottiene solo il titolo simbolico di miglior ristorante di Cefalù per la cucina di terra e di mare, ma riceve anche un contributo economico da investire nella propria attività.
Un premio che, nel tempo, si è dimostrato un supporto concreto per molti ristoratori, soprattutto in un settore che negli ultimi anni ha affrontato profonde trasformazioni.
Una tappa che valorizza il territorio
La scelta di Cefalù come terza tappa del nuovo ciclo non è casuale. La città rappresenta una sintesi efficace della Sicilia gastronomica, capace di unire semplicità e abbondanza, mare e campagna, tradizione e accoglienza.
Attraverso i piatti, il programma racconta storie familiari, ricette custodite nel tempo e un modo di intendere la cucina come momento di condivisione. Un racconto che va oltre la competizione televisiva e diventa promozione culturale e territoriale.
