Tra architetture in pietra, natura selvaggia e tradizioni secolari, Novara di Sicilia racconta una storia che attraversa i secoli. Un borgo autentico, riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia, dove arte, paesaggio e identità convivono senza forzature.
Novara di Sicilia racconta la Sicilia autentica
Novara di Sicilia è un piacere per gli occhi. L’impatto visivo arriva subito, percorrendo le strade in basole di pietra, le ciappe, e osservando portali monumentali, balconi incorniciati, mensole e cagnò degli antichi palazzi. Sono opere realizzate tra il Cinquecento e il Settecento, che restituiscono un’immagine compatta e armoniosa.
Nelle viuzze acciottolate, i vaelli, il borgo si stringe su se stesso, abbarbicato al pendio, e trasmette un senso di continuità storica. Qui il tempo non è immobile, ma stratificato. Ogni dettaglio architettonico racconta una fase diversa della sua evoluzione. Non è un caso se rientra tra i Borghi più Belli d’Italia.
Il Duomo e le chiese, cuore artistico del paese
Il Duomo di Santa Maria Assunta domina il centro storico con la sua facciata monumentale e l’ampia scalinata. L’interno, a tre navate scandite da colonne monolitiche in pietra, custodisce opere di grande pregio. Spiccano il coro ligneo settecentesco, l’altare del Sacramento in marmo intarsiato a smalto, il battistero in marmo cipollino locale con cupoletta lignea, la statua dell’Assunta e il grande crocifisso in legno.
Accanto al Duomo, il patrimonio religioso si arricchisce con la chiesa di San Francesco, risalente al XIII secolo, la più antica del borgo, essenziale e francescana anche nella struttura del tetto-soffitto. La chiesa di San Nicolò, affacciata sul Corso Nazionale, colpisce per il prospetto scenografico che culmina in una grande gradinata in pietra.
Nella parte alta del paese si trova la chiesa di Sant’Ugo Abate, nota anche come Novella Santa Maria la Noara. Costruita nel XVII secolo insieme al monastero cistercense, oggi distrutto, conserva un imponente reliquario ligneo, in passato era tra i più importanti della Sicilia.
Nella zona bassa del borgo, la chiesa di Sant’Antonio custodisce un portale in stile normanno e una torre campanaria a guglia, finemente decorata, che racchiude statue lignee e dipinti su tela.
Dall’abbazia normanna al teatro comunale
Il legame di Novara di Sicilia con la storia medievale emerge con forza nella prima abbazia cistercense di Sicilia, Santa Maria la Noara, situata nella frazione di Badia Vecchia. Voluta da Ruggero II il Normanno e completata nel 1171, ebbe come primo abate Sant’Ugo, oggi co-patrono del paese. Distrutta da un’alluvione nel Seicento, venne ripristinata solo nella chiesetta, mentre i monaci si trasferirono nel centro abitato fino alla fine del XVIII secolo Novara di Sicilia.
Più recente, ma altrettanto simbolico, è il Teatro Comunale “R. Casalaina”, edificio settecentesco che, dopo il restauro, presenta una facciata elegante e un interno con tre ordini di palchi disposti ad anfiteatro. È ancora oggi uno dei fulcri della vita culturale del borgo.
Il Mulino Giorginaro e l’identità produttiva
Tra i luoghi più visitati c’è il Mulino Giorginaro, mulino ad acqua trecentesco a ruota orizzontale, perfettamente funzionante. È una meta frequentata in tutte le stagioni e rappresenta una testimonianza concreta del rapporto storico tra il borgo e le sue risorse naturali .
Un’architettura nata dal territorio
L’identità di Novara di Sicilia si è costruita nei secoli grazie a un equilibrio preciso. Bosco, pietra e marmo hanno fornito i materiali. Una classe dirigente colta e maestranze locali di alto livello hanno dato forma al borgo. Il risultato è un centro abitato che unisce stili diversi, dal gotico al barocco, in un insieme coerente.
Dai Normanni agli eredi di Federico II di Svevia, Novara fu spesso demanio regio. Questo favorì uno sviluppo architettonico controllato, culminato tra XVII e XVIII secolo. Ancora oggi le amministrazioni locali puntano sulla tutela e sulla valorizzazione di questi elementi, integrandoli con la modernità senza snaturarne l’identità Novara di Sicilia.
Origine del nome e stratificazione storica
Il nome stesso racconta la storia del borgo. Noa, di origine sicana, indicava il maggese. Con i Romani divenne Novalia, campo di grano. Gli Arabi la chiamarono Nouah, giardino o fiore. Nel Medioevo fu Nucaria e Noara, fino alla Novara di Sicilia attuale. Una sequenza linguistica che riflette le dominazioni e le vocazioni produttive del territorio Novara di Sicilia.
Trekking, natura e il Cervino di Sicilia
Novara di Sicilia è un punto di riferimento per il trekking naturalistico. Il territorio rientra in tre importanti percorsi: il Sentiero CAI Italia, le Vie Francigene di Sicilia per le montagne e il Cammino dell’Anima. La vicinanza alla Riserva naturale orientata Bosco di Malabotta rafforza il legame con un ambiente incontaminato, in continuità con Montalbano Elicona, altro borgo inserito tra i più belli d’Italia Novara di Sicilia.
La meta più ambita resta la Rocca Novara o Salvatesta, conosciuta come il Cervino di Sicilia. Con i suoi 1340 metri, è una delle cime più alte dei Peloritani. È Sito di Interesse Comunitario e Zona Speciale di Conservazione. Dalla sommità lo sguardo abbraccia la costa tirrenica, dal Golfo di Tindari a Milazzo, e si spinge fino all’Etna. Sulle sue pendici, recenti scavi archeologici hanno restituito informazioni decisive sulla Sicilia bizantina pre-islamica Novara di Sicilia.
Siti archeologici e attività all’aria aperta
Accanto alla Rocca si trovano i Ritagli di Lecca, spettacolari strapiombi di roccia calcarea. Nella frazione di San Basilio emerge il sito preistorico di Sperlinga, un riparo sotto roccia frequentato stagionalmente dall’uomo tra il Mesolitico e l’età del Rame.
I percorsi possono essere affrontati a piedi, a cavallo o in quad. Il centro storico, invece, è ideale per il trekking urbano, con itinerari personalizzabili. San Basilio dispone anche di strutture sportive polivalenti, che completano l’offerta per residenti e visitatori Novara di Sicilia.
Il Maiorchino, tradizione che coinvolge
Tra le tradizioni più caratteristiche spicca il gioco del Maiorchino. Il torneo ufficiale è un evento molto seguito, ma non è raro vedere turisti cimentarsi nel lancio del formaggio lungo le strade del borgo. In alcune giornate dedicate, l’esperienza diventa parte integrante della visita, trasformando una tradizione locale in un momento di condivisione autentica. La Festa e il Torneo del Maiorchino si tengono tradizionalmente nella prima parte dell’anno.
Il Maiorchino è un tipico formaggio pecorino stagionato da più di otto mesi, le cui forme hanno 10-12 cm di spessore, 35 cm di diametro e un peso di 10-12 Kg. Si abbina benissimo con il miele e con vari tipi di marmellata, da preferire la cotognata. Foto: Depositphotos.com.
