Chi era davvero Franco Battiato, oltre il mito e le canzoni che hanno segnato intere generazioni?
La risposta prova a darla “Franco Battiato. Il lungo viaggio”, il film evento dedicato al musicista e autore siciliano scomparso nel 2021, in arrivo nelle sale italiane solo il 2, 3 e 4 febbraio.
Non un semplice biopic musicale, ma il racconto di un percorso interiore, artistico e spirituale che ha reso Franco Battiato una figura unica nel panorama culturale italiano ed europeo.
Il film sarà distribuito in esclusiva nelle sale da Nexo Studios, con RTL 102.5 come Radio Ufficiale e in collaborazione con MYmovies. Successivamente, è prevista la messa in onda su Rai 1 e sulla piattaforma RaiPlay.
Un film evento: solo tre giorni nelle sale
La scelta di una distribuzione limitata non è casuale. “Franco Battiato. Il lungo viaggio” nasce come evento cinematografico, pensato per il grande schermo e per un pubblico che ha vissuto, ascoltato e amato la musica di Battiato.
Le proiezioni saranno concentrate in tre sole date, trasformando il film in un appuntamento speciale per chi vuole riscoprire l’artista in una dimensione più intima e meno celebrativa. L’elenco delle sale, in costante aggiornamento, è disponibile sul sito ufficiale nexostudios.it, dove sono già aperte le prevendite.
La regia e la sceneggiatura: un racconto interiore
Il film è diretto da Renato De Maria e scritto da Monica Rametta. La scelta narrativa è chiara: raccontare Battiato non solo come musicista, ma come uomo in continua ricerca.
Come spiegano gli autori, si tratta:
“Di un viaggio interiore, in cui la natura dell’artista, già incline alla spiritualità, si trasforma in una ricerca più consapevole”.
Una chiave di lettura che accompagna lo spettatore dentro il mondo di Battiato, fatto di sperimentazione, silenzio, studio e continua evoluzione.
Dal talento musicale alla ricerca spirituale
Al centro della narrazione c’è l’evoluzione del talento musicale di Battiato, ma anche il modo in cui questa crescita artistica si intreccia con una profonda ricerca interiore. Il film mette in luce alcuni incontri fondamentali, che hanno segnato il suo percorso umano e creativo.
Tra questi spiccano:
- Giuni Russo, voce straordinaria e compagna artistica;
- Juri Camisasca, figura chiave della sua dimensione spirituale;
- Giusto Pio, amico e coautore di molti brani iconici.
Relazioni che hanno contribuito a definire un linguaggio musicale e poetico riconoscibile, capace di unire pop, avanguardia, filosofia e misticismo.
Il viaggio fisico: dalla Sicilia a Milano
“Franco Battiato. Il lungo viaggio” segue il percorso del giovane artista dalla Sicilia alla Milano degli anni Settanta, città centrale per la sua formazione musicale.
È qui che il film racconta:
- i primi esperimenti sonori;
- le difficoltà iniziali;
- le scelte controcorrente;
- il lento avvicinamento al successo.
Il racconto accompagna Battiato fino al ritorno nella sua terra d’origine, in un cerchio che si chiude simbolicamente, tra radici, memoria e consapevolezza.
Dario Aita è Franco Battiato
A interpretare il giovane Battiato è Dario Aita, chiamato a incarnare una figura complessa e lontana dagli stereotipi del classico biopic musicale.
Accanto a lui, un cast ampio e variegato:
- Elena Radonicich
- Simona Malato
- Ermes Frattini
- Nicole Petrelli
- Giulio Forges Davanzati
Nel film compaiono anche Anna Castiglia e la partecipazione straordinaria di Joan Thiele.
Le musiche originali: un ponte tra passato e presente
Le musiche originali sono firmate da Vittorio Cosma insieme a Giuvazza Maggiore. Una scelta che punta a rispettare l’eredità sonora di Battiato senza cadere nell’imitazione, accompagnando il racconto con un tessuto musicale coerente e discreto.
Perché questo film arriva ora
A distanza di alcuni anni dalla scomparsa di Battiato, il film arriva in un momento in cui la sua opera continua a parlare a pubblici diversi. Le sue canzoni vengono riscoperte dalle nuove generazioni, mentre i temi affrontati – identità, spiritualità, senso del tempo – risultano più attuali che mai.
“Franco Battiato. Il lungo viaggio” intercetta questa esigenza: non celebrare, ma comprendere.
