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La sicurezza stradale si costruisce nel tempo, attraverso comportamenti che si ripetono ogni giorno. Si compone di attenzione, regole e abitudini che si consolidano ben prima di salire su un veicolo e che continuano anche dopo anni di esperienza alla guida. In questo senso, parlare di sicurezza significa parlare di educazione e di consapevolezza diffusa.

È su questo piano che si inserisce Safe Driving Without Risks – Guida sicura senza rischi, il progetto promosso dalla Città Metropolitana di Palermo nell’ambito del Progetto Nazionale Mobilità Sicura, pensato per rafforzare una cultura della strada che coinvolga giovani e adulti, scuola e territorio, formazione e comportamenti quotidiani.

Iniziare presto per costruire nel tempo

La formazione riguarda tanto i ragazzi quanto gli adulti, sottolinea Rosario Allegra, presidente del Consorzio UNASCA (Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica) Palermo. Un punto di partenza che sposta l’attenzione dalla singola fase della vita alla continuità dei comportamenti. Anche perché il primo contatto con la strada nel ruolo di conducenti, arriva presto: già a 14 anni è possibile conseguire una prima patente, la AM, entrando in modo diretto nel sistema della mobilità.

Palermo e provincia, territorio strategico

Il progetto promosso dalla Città Metropolitana di Palermo rappresenta una vera e propria scommessa educativa. Questo non è un territorio da raccontare solo attraverso le criticità, ma uno spazio da valorizzare. “Palermo e la sua provincia vanno rivalutate”, afferma Allegra. Il progetto offre l’occasione di lavorare su un’area ampia e diversificata, dove le dinamiche della mobilità rendono evidente la necessità di un intervento strutturato.

In questo scenario, le autoscuole assumono una funzione che può andare oltre la preparazione all’esame: “I titolari delle autoscuole hanno una grande responsabilità”, sottolinea Allegra, “ma è una responsabilità vissuta con passione e per amore”.

Una responsabilità condivisa che passa anche dagli adulti

Uno degli elementi distintivi di Safe Driving Without Risks è la capacità di creare un collegamento tra mondi diversi, come sottolinea lo stesso Allegra. Un approccio che permette di affrontare il tema della sicurezza stradale in modo trasversale, parlando ai ragazzi ma coinvolgendo anche chi li accompagna nel loro percorso di crescita.

La sicurezza stradale non è un tema generazionale, ma condiviso. Gli adulti, con i loro comportamenti, rappresentano un modello costante per i più giovani e il progetto guarda anche a chi guida da anni, invitando a rimettere in discussione abitudini consolidate.

Per questo motivo, un ruolo centrale all’interno di “Safe Driving Without Risks” è svolto dalla Polizia Metropolitana della Città di Palermo, che ha già svolto attività di formazione dei docenti delle scuole coinvolte.

Attraverso un percorso dedicato, gli insegnanti vengono dotati di strumenti e competenze utili per affrontare in classe i temi della sicurezza stradale in modo strutturato e continuo. L’esperienza operativa della Polizia Metropolitana consente di tradurre le norme in situazioni concrete, offrendo ai docenti chiavi di lettura efficaci per integrare l’educazione stradale nel percorso scolastico e rafforzarne l’impatto nel tempo.

Costruire consapevolezza per cambiare le abitudini

Accanto alla dimensione formativa, Safe Driving Without Risks prevede anche un contest rivolto agli studenti, che verrà presentato nei prossimi giorni, pensato per coinvolgerli in modo attivo sui temi della sicurezza stradale. Attraverso la realizzazione di contenuti digitali, i ragazzi sono chiamati a rielaborare ciò che hanno appreso, trasformando le informazioni in messaggi consapevoli e condivisibili.

Un passaggio che rafforza il processo educativo, stimolando partecipazione, senso critico e responsabilità, e contribuendo a rendere la sicurezza stradale un tema vissuto, non solo appreso.

L’obiettivo finale del progetto è chiaro: incidere sui comportamenti quotidiani, riducendo i rischi e contribuendo a una diminuzione degli incidenti. Non attraverso messaggi allarmistici, ma costruendo una consapevolezza diffusa, capace di trasformare la sicurezza stradale in una pratica condivisa, ogni giorno.