Un rarissimo pesce liocorno (Lophotus lacepede) è stato trovato sulla spiaggia di Milazzo, in provincia di Messina. La creatura abissale, segnalata poche volte nel Mediterraneo, sarà studiata dai ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn e musealizzata al MuMa.
Pesce liocorno a Milazzo, sarà studiato ed esposto al MuMa
È stato trovato sulla spiaggia del Circolo del Tennis e della Vela di Milazzo, in Sicilia, un raro pesce liocorno (Lophotus lacepede), specie abissale che vive tra i 200 e i 1.000 metri di profondità e che conta pochissime segnalazioni nel Mediterraneo.
L’animale si è spiaggiato vivo, ma è morto nonostante i tentativi di riportarlo in mare. Il ritrovamento assume un rilievo scientifico significativo per lo studio della biodiversità marina siciliana.
Le analisi scientifiche
Il direttore e fondatore del MuMa, Carmelo Isgrò, ha raccontato con un post sui social i dettagli del ritrovamento. Ha parlato di uno “straordinario spiaggiamento” e di una creatura che “sembra uscita da un racconto mitologico”, sottolineando il valore scientifico dell’evento.
Isgrò ha spiegato che il pesce è stato segnalato da Alessandro Magistri e Gianni D’Angelo, ringraziati per la tempestività, e che subito dopo il ritrovamento sono state avviate le analisi presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Messina, insieme al ricercatore Pietro Battaglia.
L’esemplare verrà preparato e musealizzato al MuMa – Museo del Mare di Milazzo, ospitato nel Castello cittadino, e al Museo della fauna dell’Università degli Studi di Messina. L’obiettivo è continuare a raccontare al pubblico “il fascino e i misteri degli abissi del nostro Mediterraneo”.
Identikit del pesce liocorno
Il Lophotus lacepede appartiene all’ordine dei Lampridiformes, lo stesso del pesce remo, e alla famiglia Lophotidae. È una specie mesopelagica. Vive in acque aperte a profondità intermedie o elevate e raramente si avvicina alla superficie, se non quando è malata o disorientata .
Il nome “liocorno” richiama l’idea di un unicorno marino, per via della protuberanza carnosa sulla testa che ricorda un corno liocorno. Il corpo è allungato e nastriforme, blu-argenteo, può raggiungere i due metri di lunghezza, anche se molti esemplari osservati si aggirano intorno al metro.
“Presenta un corpo allungato e nastriforme che si rastrema verso la coda – spiega Isgrò – una pinna dorsale rossa che si estende per quasi tutta la lunghezza del corpo composta da raggi flessibili, mentre la pinna anale e la caudale sono piccolissime, gli occhi sono enormi per adattarsi all’oscurità delle profondità e i denti, disposti su tre file, sono conici, appuntiti e irregolari, perfetti per catturare piccoli organismi pelagici”.
Una difesa sorprendente e uno stato ancora incerto
La dieta del pesce liocorno è composta da piccoli pesci, come le acciughe, e calamari. I denti, conici e irregolari, sono disposti su tre file.
Tra le caratteristiche più sorprendenti figura la presenza di una sacca di inchiostro. Se minacciato, può espellere un liquido scuro dall’ano per disorientare i predatori. Anche durante lo spiaggiamento di Milazzo l’esemplare ha emesso un getto copioso di questo fluido difensivo, come ricordato dallo stesso Isgrò.
La specie è presente negli oceani Atlantico e Pacifico e nel Mediterraneo, ma è considerata difficile da incontrare liocorno. Nella Lista Rossa IUCN è classificata come “Carente di Dati” (DD), una categoria che indica l’insufficienza di informazioni per valutarne lo stato di conservazione.
Biodiversità e ricerca: un’occasione per la Sicilia
Il ritrovamento riporta l’attenzione sugli ecosistemi profondi del Mediterraneo. Le specie mesopelagiche restano poco conosciute. Ogni spiaggiamento rappresenta un’opportunità di studio. La futura esposizione al MuMa consentirà al pubblico di osservare da vicino una creatura rara, trasformando un evento inatteso in un momento di divulgazione scientifica e valorizzazione del patrimonio marino siciliano. “Il mare non smette mai di sorprenderci”, conclude Isgrò nel suo post – e non possiamo che essere d’accordo.


