Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui!
UNISCITI

Una rivoluzione blu attraversa le campagne tra Mazara del Vallo e Marsala, in provincia di Trapani. In un territorio storicamente legato alla vite, nasce, infatti, il primo impianto di mirtilli invernali su scala industriale della Sicilia.

Non una piccola sperimentazione, ma un progetto strutturato che punta a cambiare la geografia agricola locale. Il mirtillo è sempre stato associato ai boschi di montagna e alle zone fresche del Nord. Oggi, invece, trova casa in pianura. L’agricoltura siciliana continua, così, a evolversi e a sperimentare nuove strade.

A guidare l’iniziativa è l’impresa Agroblu, con il coordinamento di Giacomo Rizzo e il sostegno del fondo internazionale Idea Agro. L’obiettivo è quello di portare in Sicilia una produzione invernale finora assente su scala industriale e aprire una nuova stagione per l’agricoltura dell’Isola.

L’investimento copre 100 ettari complessivi di terreno. Al momento, 40 ettari ospitano già le piante in piena produzione. L’operazione richiede risorse importanti: i costi oscillano tra 200 e 250 mila euro per ettaro per coprire piantumazione, strutture protettive e macchinari specifici.

In queste settimane, le prime 10.000 vaschette di mirtilli “Made in Sicily” hanno raggiunto gli scaffali della grande distribuzione organizzata.

La rivoluzione delle varietà low chill

Il successo dell’iniziativa risiede nell’uso di varietà genetiche low chill. Questi mirtilli richiedono poche ore di freddo e si adattano perfettamente al clima mite della costa siciliana. La produzione avviene tra dicembre e febbraio, un periodo in cui i produttori europei sono fermi. Questo permette alla Sicilia di colmare un vuoto di mercato, offrendo frutti freschi quando solitamente arrivano solo prodotti d’importazione d’oltreoceano.

L’approccio agronomico punta sulla coltivazione in vaso per non sfruttare eccessivamente il suolo. L’uso della fertirrigazione garantisce inoltre un risparmio idrico fondamentale per l’ambiente. La filiera corta rappresenta il vero vantaggio competitivo: i tempi di trasporto scendono da un mese (per il prodotto estero) a meno di una settimana, garantendo una freschezza superiore sulle tavole dei consumatori.

Oltre all’innovazione agricola, il progetto porta con sé una ricaduta sociale significativa. La raccolta del mirtillo avviene esclusivamente a mano e richiede una cura estrema. Questa attività genera opportunità di lavoro stabile e qualificato in un’area della Sicilia che punta con forza sul rilancio dell’occupazione agricola specializzata.

Articoli correlati