Casa Grazia: la “sfida” Etna- A Passopisciaro, sul versante nord dell’Etna, a Castiglione di Sicilia, prende vita il progetto etneo di Casa Grazia, l’azienda agricola della famiglia Brunetti a Gela, nella Riserva Naturale del Lago Biviere, il più grande lago salato costiero della Sicilia. Umiltà, rispetto e tenacia, Casa Grazia è pronta a scrivere un’altra storia con la viticoltura di montagna.
Sicilia 13 marzo 2026- In un territorio dal fascino irruento e magnetico, plasmato dall’energia infuocata del vulcano attivo più alto d’Europa, prende vita il progetto etneo di Casa Grazia. In una zona di viti di montagna, a circa 750 metri di altitudine, nella contrada di Passopisciaro, sul versante nord dell’Etna, nel territorio di Castiglione di Sicilia, Casa Grazia, azienda agricola della famiglia Brunetti che ha il suo “cuore” a Gela, nella Riserva naturale del Lago Biviere, il più grande lago salato costiero della Sicilia, è pronta a scrivere una pagina nuova della sua storia.
” Essere sull’Etna- dice Maria Grazia Brunetti, CEO di Casa Grazia- è uno dei sogni che abbiamo custodito per tanti anni nei nostri cuori. Un desiderio che abbiamo tenuto sempre vivo, prova ne è che nel 2021 quando abbiamo realizzato la nostra cantina abbiamo voluto che la pavimentazione esterna fosse realizzata in pietra lavica. Segno del forte potere evocativo della roccia vulcanica e del suo profondo legame con la storia della Sicilia che ci ha affascinato da sempre”. Nell’Etna Nord, che è una zona dalla tradizione millenaria che risale alla colonizzazione greca (prime metà dell’VII secolo a.C.), l’attenzione della famiglia Brunetti, si rivolgerà alle varietà autoctone come il Nerello Mascalese e il Carricante , che prosperano nei clima unici di questo terroir vulcanico. “La sfida- sottolinea la CEO di Casa Grazia- sarà quella di esprimere nei calici tutte le migliori potenzialità di un territorio difficile, tra cenere e papilli, ma dal forte fascino primordiale, segno di un legame indissolubile con la natura. Casa Grazia, in linea con la mission che ci contraddistingue, saprà ancora una volta esserne custode e interprete con umiltà, rispetto e tenacia”.
