Gino Paoli è morto a Genova all’età di 91 anni. La famiglia ha comunicato il decesso con una nota: “Gino ci ha lasciato in serenità, circondato dai suoi cari“. Con lui se ne va uno dei pilastri della canzone d’autore italiana. Ma c’è un dettaglio che riguarda la Sicilia da vicino, e che il grande pubblico conosce poco: la canzone più famosa di Gino Paoli — quella che ancora oggi suona in ogni bar del Sud durante l’estate — fu pensata qui, a Capo d’Orlando, nel Messinese.
“Sapore di Sale” e il mare di Capo d’Orlando
“Sapore di sale” non venne concepita davanti al mare versiliese, come molti credono, ma a Capo d’Orlando, in Sicilia, nel 1963, come riportato da La Nazione. Solo in seguito Paoli la portò a Milano per l’arrangiamento, che portava la firma di Ennio Morricone, con l’assolo di sax del jazzista argentino Gato Barbieri. Il risultato fu il 45 giri più venduto della sua carriera, una canzone che in poche settimane divenne la colonna sonora di un’intera generazione.
Capo d’Orlando — 13.000 abitanti, costa tirrenica della provincia di Messina, spiagge che guardano le Eolie — non compare mai nei libri di storia della musica italiana. Eppure è lì che Paoli trovò, o percepì, qualcosa che nessuna spiaggia del Nord era riuscita a dargli fino a quel momento. Il testo non cita luoghi, non nomina mari specifici. Parla di sale, di sole, di pelle. Ma il sale era quello siciliano.
Chi era Gino Paoli: pittore, facchino, cantautore
Paoli era nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, ma fin da bambino aveva vissuto a Genova, la sua vera città. Prima di diventare il cantautore che tutti conoscono, era stato facchino, grafico e pittore. La musica arrivò quasi per caso, nei locali della Liguria a fine anni Cinquanta, insieme a Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De André: il nucleo di quello che poi si sarebbe chiamato Scuola Genovese.
Il suo primo grande successo non lo cantò lui. Fu Mina a incidere “Il cielo in una stanza”, su proposta di Mogol, ottenendo un grande successo. Poi arrivò “Senza fine”, poi “La gatta”, poi — appunto — “Sapore di sale”, scritta in Sicilia.
| Canzone | Anno | Nota |
|---|---|---|
| Il cielo in una stanza | 1960 | Primo grande successo, incisa da Mina |
| Senza fine | 1961 | Legata alla storia con Ornella Vanoni |
| Sapore di Sale | 1963 | Concepita a Capo d’Orlando, arr. Morricone |
| Una lunga storia d’amore | 1984 | Colonna sonora di un film con Stefania Sandrelli |
| Quattro amici | 1991 | Festivalbar 1991 |
Una vita con un proiettile nel petto
L’11 luglio 1963, lo stesso anno di “Sapore di sale”, Paoli tentò il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore. L’ogiva si fermò nel pericardio senza intaccare il miocardio. I medici decisero di non estrarla, spiegando che un intervento sarebbe stato fatale. Con quel proiettile nel torace Paoli ha vissuto oltre sessant’anni.
Quella coesistenza tra bellezza e autodistruzione è il filo che attraversa tutta la sua opera. Scriveva di amore come se potesse dissolversi da un momento all’altro — perché sapeva, per esperienza diretta, che le cose si dissolvono. E nonostante questo, o forse per questo, le sue canzoni non hanno mai smesso di passare per i canali radio durante i mesi estivi.
La scomparsa di Paoli avviene a soli quattro mesi di distanza dalla morte di Ornella Vanoni, scomparsa nel novembre 2025. Dopo una vita passata a rincorrersi e a ritrovarsi sui palchi di tutta Italia, i due si ricongiungono idealmente in quel “cielo in una stanza” che avevano contribuito a costruire insieme.
Gli ultimi anni e il dolore per il figlio
Paoli aveva lasciato trasparire nelle sue ultime interviste un dolore mai sopito per la scomparsa del primogenito Giovanni, morto a marzo 2025 a causa di un infarto all’età di sessant’anni. Nell’estate 2025, in un’intervista al Corriere della Sera, aveva detto di non aver ancora superato quella perdita.
Negli ultimi anni della sua lunghissima carriera si era dedicato con frequenza al jazz, spesso in formazioni ridotte voce e pianoforte, collaborando stabilmente con il pianista Danilo Rea. L’ultimo album, Appunti di un lungo viaggio, era uscito nel 2019.
Autodefinitosi orgogliosamente “anarchico”, fu eletto deputato nel 1987 come Indipendente di Sinistra nelle file del Partito Comunista Italiano, ricoprì l’incarico di assessore alla Cultura ad Arenzano e venne nominato Presidente della SIAE dal 2013 al 2015.
Quella canzone, quel mare, quella Sicilia. Capo d’Orlando non cambierà nome per questo, né ha bisogno di farlo. Ma ogni volta che “Sapore di Sale” passa alla radio, da qualche parte sull’isola qualcuno la sta ascoltando senza sapere che quella melodia è, almeno in parte, casa sua.
