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Dal 24 al 28 giugno Palermo diventerà il centro di uno dei progetti formativi più importanti dedicati al teatro danza contemporaneo internazionale.

L’associazione “Ditirammu. Canti e memorie popolari” ha annunciato il debutto del Pina Bausch LAB, primo laboratorio di formazione realizzato in Sicilia in collaborazione con la Pina Bausch Foundation, istituzione che custodisce e tramanda il patrimonio artistico della celebre coreografa tedesca.

Il progetto si svolgerà negli spazi del Centro di formazione Platz 14, in via Gioacchino Rossini 11, e vedrà la partecipazione di due artisti direttamente legati al Tanztheater Wuppertal Pina Bausch: la danzatrice Emily Castelli ed Edward Arnold.

L’iniziativa nasce con un obiettivo preciso: creare un ponte tra il linguaggio di Pina Bausch e le nuove generazioni di danzatori e attori siciliani, nella città che nel 1989 ispirò “Palermo Palermo”, considerato uno degli spettacoli più iconici dell’intera produzione della coreografa.

Un laboratorio internazionale nel cuore della Sicilia

Il Pina Bausch LAB è curato dalla danzatrice e coreografa Patrizia Veneziano Broccia, che ha costruito il progetto partendo da un rapporto artistico e umano diretto con Emily Castelli.

Il laboratorio durerà quattro ore al giorno ed è rivolto ad allievi e allieve di danza e recitazione con età superiore ai 15 anni. I partecipanti dovranno possedere sensibilità scenica, familiarità con l’uso della voce e forte motivazione nell’approfondire il repertorio di Pina Bausch.

La classe sarà composta da 25 elementi selezionati.

L’obiettivo non è soltanto tecnico. Il laboratorio punta infatti a trasmettere un metodo di ricerca artistica fondato sull’autenticità del gesto, sull’indagine emotiva e sul rapporto tra corpo, spazio e memoria.

Il legame tra Palermo e l’universo di Pina Bausch

La scelta di Palermo non è casuale. La città siciliana occupa un posto speciale nella storia artistica di Pina Bausch grazie allo spettacolo “Palermo Palermo”, opera simbolo del Tanztheater europeo.

Quel lavoro nacque proprio dall’incontro della coreografa con Palermo: le sue contraddizioni, le sue ferite urbane, la vitalità popolare e la stratificazione culturale diventarono materiale scenico e poetico.

A distanza di decenni, il Pina Bausch LAB riporta quel dialogo artistico nella stessa città che contribuì a ispirare la visione della ballerina e coreografa tedesca.

Le parole di Patrizia Veneziano Broccia

La direttrice artistica del progetto ha spiegato il significato culturale dell’iniziativa:

“Pina Bausch è stata una grande artista, era capace di leggere la profondità dell’essere umano e dei luoghi che abita e ne descriveva la luce anche attraverso le crepe”.

Patrizia Veneziano Broccia sottolinea come il laboratorio voglia creare un confronto vivo con il linguaggio della coreografa:

“Ho voluto fortemente il Pina Bausch Lab per dialogare ancora una volta con il suo linguaggio unico, in cui l’arte non si limita a creare forme, ma scuote, interroga e trasforma”.

Il progetto assume anche una dimensione personale e generazionale nel rapporto con Emily Castelli:

“Emily Castelli, posso dire, è cresciuta con me, fin dai suoi primi passi di danza e ho seguito il suo talento in tutto il percorso che l’ha portata ad essere interprete del Tanztheater Wuppertal”.

Accanto a lei arriverà a Palermo anche Edward Arnold:

“Oggi torna, insieme a Edward Arnold suo collega e danzatore della Compagnia, per trasmettere non una tecnica, ma un modo di indagare, di porsi domande, di trovare autenticità nel gesto e nel movimento”.

La collaborazione con la Pina Bausch Foundation

Uno degli elementi centrali del progetto è la collaborazione con la Pina Bausch Foundation, organismo internazionale che tutela il repertorio originale della coreografa tedesca.

Patrizia Veneziano Broccia definisce questa sinergia un privilegio artistico e culturale:

“Ė un grandissimo privilegio poter collaborare con la Pina Bausch Foundation con l’intento di aprire un tempo di ricerca condiviso e trasmettere il repertorio originale della coreografa tedesca alle nuove generazioni, non solo per ricordarlo ma per abitarlo e trasformarlo in materia viva nel presente”.

La direttrice artistica ha inoltre ringraziato le istituzioni e gli enti che hanno sostenuto il laboratorio:

“Un grazie particolare va a tutti gli enti e le istituzioni che, a cascata, hanno voluto sostenerci, senza questa rete bellissima il progetto non avrebbe avuto radici”.