Sei su Telegram? Ti piacciono le nostre notizie? Segui il canale di SiciliaFan! Iscriviti, cliccando qui!
UNISCITI

L’eccessiva presenza di daini nelle Madonie sta mettendo seriamente a rischio alcune delle specie botaniche più rare e preziose del patrimonio naturalistico siciliano. Per questo il Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana ha deciso di avviare un’azione congiunta con l’Ente Parco delle Madonie per contrastare gli effetti dello squilibrio ecosistemico che interessa il territorio del Madonie UNESCO Global Geopark.

Il problema riguarda in particolare il basilisco comune (Prangos ferulacea), specie botanica considerata di grande valore naturalistico, la cui sopravvivenza viene compromessa dalla pressione esercitata dai daini sulla vegetazione spontanea. Nel documento firmato dal dirigente generale Alberto Pulizzi viene evidenziata la necessità di intervenire rapidamente per limitare i danni provocati dall’elevata densità di Dama dama, responsabile della compromissione della rinnovazione naturale di numerose specie vegetali rare.

L’intervento della Regione Siciliana

La Regione Siciliana ha formalizzato la propria disponibilità a collaborare con il Parco delle Madonie attraverso una serie di azioni operative mirate alla tutela della biodiversità del territorio. L’obiettivo è proteggere non solo il basilisco comune, ma anche altre specie endemiche particolarmente vulnerabili agli squilibri ambientali provocati dalla proliferazione incontrollata dei daini.

Per coordinare le attività sono stati individuati specifici referenti tecnici. Si tratta del dottor Angelo Merlino, consulente dell’Ente Parco delle Madonie e componente dell’Unità di Staff 1 del Dipartimento regionale, del dottor Giuseppe Di Noto e del geom. Sabatino Biagio del Servizio 14.

Le misure previste per proteggere le specie rare

Tra le principali misure individuate rientra la realizzazione di aree di esclusione attraverso recinzioni protettive, pensate per impedire ai daini di raggiungere le zone più delicate dal punto di vista botanico.

“Tra le misure individuate – spiega il dott. Merlino – figurano la realizzazione di aree di esclusione mediante recinzioni protettive, il monitoraggio delle popolazioni vegetali e l’estensione degli interventi di tutela ad altre specie endemiche, come Adenostyles alpina subsp. nebrodensis e Abies nebrodensis”.

Le attività prevedono inoltre un monitoraggio costante delle popolazioni vegetali presenti nel territorio, con particolare attenzione alle specie considerate più vulnerabili. L’intervento sarà esteso anche ad altre essenze endemiche simbolo delle Madonie, tra cui Adenostyles alpina subsp. nebrodensis e Abies nebrodensis, quest’ultima conosciuta come Abete delle Madonie, tra le specie arboree più rare d’Europa.

La collaborazione tra enti

L’iniziativa si inserisce nel quadro della collaborazione già avviata nei mesi scorsi tra il Dipartimento regionale e il Parco delle Madonie. Una sinergia che punta a rafforzare le strategie di salvaguardia ambientale all’interno di uno dei territori naturalistici più importanti della Sicilia.

Il presidente del Madonie UNESCO Global Geopark, Giuseppe Ferrarello, ha sottolineato il valore istituzionale dell’accordo raggiunto.

“Rivolgiamo un sincero ringraziamento al dirigente generale Alberto Pulizzi e ai funzionari incaricati per la concreta disponibilità manifestata. La collaborazione tra i nostri enti, acclarata dalla convenzione sottoscritta lo scorso febbraio, su impulso dell’Assessore Luca Sammartino, rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela della biodiversità delle Madonie e per la salvaguardia di habitat e specie di straordinario valore naturalistico”.

Biodiversità sotto pressione nelle Madonie

L’allarme lanciato dagli enti coinvolti conferma una criticità ambientale che da tempo interessa diverse aree protette della Sicilia. La crescita incontrollata della popolazione di daini può infatti alterare profondamente gli equilibri naturali, danneggiando habitat delicati e impedendo la rigenerazione spontanea della flora autoctona.

Nel caso delle Madonie, il rischio riguarda direttamente specie botaniche considerate uniche per valore scientifico e conservazionistico. La salvaguardia di queste essenze rappresenta uno degli obiettivi prioritari del Geopark UNESCO, riconosciuto a livello internazionale per il proprio patrimonio naturalistico e geologico.