Non c’è modo di cominciare questa storia se non dal principio: Alessia La Rosa aveva otto anni, era palermitana, era abbonata in Curva Nord e amava il Palermo con tutta la forza che aveva. Una forza che, in quasi sette anni di lotta contro un tumore aggressivo, non ha mai smesso di impressionare chi le stava intorno. Nella notte tra il 12 e il 13 maggio, la guerriera si è spenta.
Mano nella mano con Segre
Il calciatore Jacopo Segre era diventato il suo compagno di campo. Quando le condizioni lo permettevano, Alessia entrava sul rettangolo di gioco del Barbera tenendolo per mano, davanti a migliaia di tifosi sulle tribune. Era successo in diverse gare ufficiali, e ogni volta era un momento che lo stadio tratteneva il fiato.
Questa mattina Segre ha scritto sui social questo post:
Il Palermo e la città si fermano
La nota del club rosanero non cerca enfasi: “Per il suo amore per il Palermo, vissuto dagli spalti della curva Nord, e per la sua straordinaria capacità di incarnare la passione più genuina per i nostri colori, il ricordo di Alessia resterà per sempre vivo nei ricordi del club e della grande famiglia rosanero”.
Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha parlato a nome della città intera: “La scomparsa della piccola Alessia La Rosa addolora profondamente tutta la città di Palermo. La sua storia, il suo sorriso e il coraggio straordinario con cui ha affrontato una malattia terribile hanno commosso l’intera comunità, andando ben oltre i confini della nostra città. Alessia è diventata un simbolo di forza, speranza e amore per la vita. Lo è stata in particolare per il mondo del tifo rosanero, che le ha voluto bene come a una figlia, accompagnandola con affetto, cori e striscioni in questa lunga battaglia. In una bambina così piccola abbiamo visto una determinazione e una dignità immense.”
E ha aggiunto: “Ha affrontato la sofferenza con grande spirito, riuscendo a trasmettere energia e insegnamenti anche agli adulti. A nome dell’amministrazione, esprimo il più sincero cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che le hanno voluto bene. Il ricordo di Alessia resterà vivo nel cuore di Palermo”.
Una solidarietà che ha superato la Sicilia
La storia di Alessia era diventata qualcosa di più grande di una città e di una squadra. Negli ultimi mesi, in diversi stadi italiani, erano stati cantati cori per lei ed esposti striscioni di incoraggiamento. I tifosi del Venezia l’avevano invitata allo stadio Penzo per assistere alla partita di venerdì scorso tra gli arancioverdi e il Palermo. Le sue condizioni erano peggiorate nelle ultime settimane, e non c’è stato più nulla da fare.
La camera ardente sarà allestita allo stadio Renzo Barbera. Lo stadio che lei amava.
Sulla pagina Facebook della Curva Nord, questa mattina, c’è scritto solo: “Addio guerriera”.
